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	<title>duellanti - mensile di cinema e... &#187; premio new doc martini 2009</title>
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	<description>Rivista di cinema e...</description>
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		<title>Speciale New Docu Martini: Pinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 09:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Gipponi</dc:creator>
				<category><![CDATA[premio new doc martini 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Pinuccio Lovero, quarantenne pugliese, fin da bambino sogna di fare il becchino, o meglio «il custode a livello cimiteriale». Quando finalmente viene assunto presso il cimitero di un piccolo comune nei pressi di Bitonto, in paese non muore più nessuno. Pinuccio, fiducioso, aspetta. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em></p>
<div id="attachment_2780" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><em><em><img class="size-medium wp-image-2780" title="pinucciolovero" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2009/10/pinucciolovero-350x233.jpg" alt="Nella foto, il protagonista Pinuccio Lovero" width="350" height="233" /></em></em><p class="wp-caption-text">Nella foto, il protagonista Pinuccio Lovero</p></div>
<p><em>Pinuccio Lovero, quarantenne pugliese, fin da bambino sogna di fare il becchino, o meglio «il custode a livello cimiteriale». Quando finalmente viene assunto presso il cimitero di un piccolo comune nei pressi di Bitonto, in paese non muore più nessuno. Pinuccio, fiducioso, aspetta. </em></p>
<p>Il documentario di Pippo Mezzapesa, presentato a Venezia nel 2008 nella Settimana della critica e vincitore di una menzione speciale al premio Martini 2009, incede brioso come una marcetta tra la processione e i fuochi d’artificio e presenta il suo protagonista con i toni spassosi del folclore locale: un po’ <em>factotum</em> e un po’ matto del villaggio, Pinuccio, con la sua stravagante aspirazione di becchino, innesca un rovesciamento degno di uno scherzo di carnevale: «Se non muore qualcuno, qui non si campa», è la sua lucida presa di coscienza. L’analisi, oltre al piano letterale, può avere anche una lettura allegorica, in riferimento alla smaccata inversione dei nessi causa-effetto. Nella sua candida e universale ricerca di senso, infatti, Pinuccio sembra aver trovato la propria personale soluzione proprio partendo dal fondo, ponendo la morte al principio, facendone di fatto la sua ragione di vita e il motore dei suoi sogni. Del tutto estraneo a qualunque nichilismo o necrofilia, Pinuccio è saldamente attaccato alla vita e pienamente integrato in un piccolo mondo arcaico dove la morte è ancora un rito, un momento di elaborazione sociale che coinvolge l’intera collettività, cui nel film danno voce la schiera degli anziani e il complesso bandistico.</p>
<p>Invitato a confidarsi in merito al rapporto con i<em> propri</em> morti, a fare i conti con la perdita <em>privata</em> dei propri affetti, però, Pinuccio rivela tutta la fragilità e la perdita di senso che tale esperienza porta con sé: egli oscilla tra la tentazione di rimuovere il dolore, evitando di vedere il corpo esanime dell’amico morto sul lavoro, e l’abbandono alla malinconia dolce e persistente del figlio che ha perso la madre ed esprime il desiderio di poterla vedere in sogno, per cercare di lenire un’assenza contro cui nulla può nemmeno la foto sulla lapide.</p>
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		<title>Io, la mia famiglia rom e Woody Allen</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 20:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Gianneri</dc:creator>
				<category><![CDATA[premio new doc martini 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’adolescente rom racconta in prima persona i ricordi propri e della famiglia, il passaggio dal campo nomade a un appartamento nella periferia di Torino, i sogni quotidiani e l’aspirazione a diventare regista. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2751" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-2751" style="min-width: 0" title="famiglia" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2009/10/famiglia-350x280.jpg" alt="La famiglia rom raccontata da L. Halilovic" width="350" height="280" /><p class="wp-caption-text">La famiglia rom raccontata da L. Halilovic</p></div>
<p align="justify">Un’adolescente rom racconta in prima persona i ricordi propri e della famiglia, il passaggio dal campo nomade a un appartamento nella periferia di Torino, i sogni quotidiani e l’aspirazione a diventare regista.</p>
<p align="justify">La protagonista di <em>Io, la mia famiglia rom e Woody Allen</em> è insicura per età e disposizione, eppure determinata e anticonformista in modo timido e intelligente. Potrebbe essere, forse vorrebbe esserlo, una versione femminile di un film <em>à la</em> Woody Allen, se non fosse per il delicato riserbo con il quale riesce a raccontare la sua piccola porzione di mondo. Il merito forse maggiore di questo film documentario (e mai come in questo caso è ardua la definizione di documentario) è, infatti, quello di offrire una visione parziale e personale con sincerità e senza ego giovanilistico o artistico. Una delle immagini iniziali riassume l’approccio di Laura Halilovic: mentre impara a impastare con la madre, il volto nascosto, in <em>voice over</em> si presenta con un “queste sono le mie mani”. Artigianato e discrezione. Una scelta che probabilmente deve molto anche ai collaboratori alla scrittura e alla realizzazione Davide Tosco e Nicola Rondolino, che hanno seguito il processo dall’ideazione alla produzione.</p>
<p align="justify">Lo sguardo che ne consegue varia dal tentativo, sorprendentemente riuscito, di mostrare i Gagè (i non rom) come i diversi, alla ricerca intermittente delle coordinate del cambiamento di percezione dall’infanzia in un campo nomade all’adolescenza in un appartamento della periferia torinese: i compagni di classe che la rifiutano, l’affetto per i parenti in attesa di sgombro dal terreno di proprietà nel quale vivono, la voglia di sfuggire alla tradizione che impone di sposarsi subito dopo la pubertà, la certezza di appartenere a una precisa cultura e di voler negoziare l’innovazione a partire dalle proprie radici.</p>
<p align="justify">Consigliato a tutti i ben e mal pensanti che l’Altro sia sempre incomprensibile o inconciliabile.</p>
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		<title>Speciale New Docu Martini: Armando e la politica</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2009/10/speciale-new-docu-martini-armando-e-la-politica/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 20:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Gianneri</dc:creator>
				<category><![CDATA[premio new doc martini 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiara Malta, italiana da anni emigrata in Francia, indaga sui trascorsi e sul presente politico del padre Armando, dal socialismo craxiano ad AN e Berlusconi, fino a Veltroni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">
<div id="attachment_2740" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-2740" title="armando_politica3" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2009/10/armando_politica3-350x280.jpg" alt="Un'immagine tratta da &quot;Armando e la politica&quot; di" width="350" height="280" /><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine tratta da &quot;Armando e la politica&quot; di C. Malta</p></div>
<p><em>Chiara Malta, italiana da anni emigrata in Francia, indaga sui trascorsi e sul presente politico del padre Armando, dal socialismo craxiano ad AN e Berlusconi, fino a Veltroni.</em></p>
<p>La vicinanza  affettiva e la lontananza geografica permettono a Chiara Malta di produrre  uno sguardo insolitamente trasversale: dal privato al politico e viceversa.</p>
<p align="justify">Armando è  un padre italiano che stenta a produrre un punto di vista netto sul  mondo per incapacità di autopercezione. Chiara Malta una figlia  che, a differenza di chi ribadisce culi e tette per spiegare Berlusconi,  prende se stessa e la propria famiglia per porsi domande su Berlusconi.  Farlo vuol dire fronteggiare la tendenza odierna delle parole, scritte  e dette, ad affrancarsi dalla memoria. Farlo vuol dire svelare immagini  e colori (amatoriali, digitali, in pellicola, d’animazione) adatti  a dipingere un’appartenenza, ideologica, politica, familiare. Chiara  mostra come la preoccupazione che dovrebbe attanagliarci è quella di  sfidare la presentificazione televisiva del tempo, pubblico e privato,  invece che accanirsi a denunciare la “telecrazia” (come millanta  l’Erik Gandini di <em>Videocracy</em>, per esempio, rendendosi infine  partecipe degli stessi mezzi e protagonisti imputati).</p>
<p>Il genio è  l’infanzia formulata con nettezza, scriveva Baudelaire. Avremmo tanto  bisogno di altri tentativi come questo di raccontare l’infanzia nostra  e dei nostri padri, a fronte di un paesaggio audiovisivo italiano perennemente  indignato o rassegnato alla nostra e loro apparentemente inconcepibile  contemporanea inadeguatezza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Speciale New Docu Martini: Signori Professori</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 13:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Gipponi</dc:creator>
				<category><![CDATA[premio new doc martini 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vincitore del Premio "New Docu Martini 2009":il film "Signori Professori" di Maura Delpero, insegnante-regista alla sua prima esperienza con un lungometraggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">
<div id="attachment_2738" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-2738" title="signori-professori-2" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2009/10/signori-professori-2-350x256.jpg" alt="Una scena tratta da &quot;Signori Professori&quot; di M. Delpero" width="350" height="256" /><p class="wp-caption-text">Una scena tratta da &quot;Signori Professori&quot; di M. Delpero</p></div>
<p><em>Tre insegnanti di lettere per un intero anno scolastico: la prof. Bentini, neolaureata supplente precaria, in una prima media di Bologna; il prof. Tulipano, palermitano, in una prima superiore di Bolzano; la prof. De Fazio, all’ultimo anno prima della pensione, in una classe da preparare alla maturità, a Napoli. </em></p>
<p>Nel primo lungometraggio  dell’insegnante e regista Maura Delpero, gli abbinamenti tra classi  e insegnanti, di fatto fortuiti e frutto della burocrazia acefala di  provveditorati e graduatorie, rivelano in realtà una trama di corrispondenze  e contrappunti fatali, come se ogni insegnante fosse idealmente complementare  ai propri studenti: la prof. 28enne carica di idee e di energie si sente  vecchia e frustrata di fronte ai suoi undicenni imbranati e senza immaginazione;  il prof. palermitano burbero e un po’ misantropo per via dell’esilio  altoatesino viene forzato dalle maliziosette alunne adolescenti a rispondere  alla domanda: «Ma lei ci vuole bene?»; l’ormai anziana prof. di  italiano tiene a bada studenti maturandi già uomini, cui i banchi stanno  stretti e che la sostengono lungo un sentiero scosceso durante la gita  nei pressi delle sacre sponde di Zacinto.</p>
<p>Il titolo del  documentario allude al <em>Signori bambini</em> di Pennac e sostituisce  al rovesciamento di prospettiva tra bambini e adulti quello tra i ruoli  di docente e discente. Come già ne <em>La classe</em> di Cantet, tale  rapporto è raccontato con discrezione a partire dall’aula, attraverso  i primi piani furtivi di visi assonnati, distratti o spauriti, immersi  in un rimbombo talvolta stordente di voci sovrapposte. Nel moto incessante  di ridefinizione delle parti, i signori professori sottopongono a giudizio  il proprio stesso operato: se, come sostengono con candore i giovanotti  napoletani, la scuola è solo un gioco, una specie di simulazione in  attesa di accedere al «mondo vero», la prof. De Fazio, a mo’ di  testamento di fine servizio, si augura di aver trasmesso loro l’<em>umanità</em> necessaria per affrontare quel mondo, prima e al di là di qualunque  bagaglio conoscitivo, come se l’unica funzione residua dell’insegnamento  fosse la negoziazione delle identità e degli affetti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Speciale Premio New Docu Martini &#8211; 5 ottobre 2009</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2009/10/speciale-premio-new-doc-martini-5-ottobre-2009/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 13:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[premio new doc martini 2009]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.duellanti.com/?p=2735</guid>
		<description><![CDATA[Il 4 e il 5 ottobre 2009 il Teatro Gnomo di Milano ha ospitato una piccola ma importante rassegna cinematografica, la Martini Première Happy Hour in Movie. Elena Gipponi e Mimmo Gianneri di duellanti.com hanno partecipato alla visione e commentato "a caldo" i quattro documentari presenti nella sezione "New Doc Martini". ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2736" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-2736" title="signori-professori_mid" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2009/10/signori-professori_mid-350x256.jpg" alt="Una scena di &quot;Signori Professori&quot; di M. Delpero, vincitore del premio " width="350" height="256" /><p class="wp-caption-text">Una scena di &quot;Signori Professori&quot; di M. Delpero, vincitore del premio New Docu Martini </p></div>
<p>Il 4 e il 5 ottobre 2009 il <em>Teatro Gnomo</em> di Milano ha ospitato una piccola ma importante rassegna cinematografica, la <em>Martini Première Happy Hour in Movie</em>.</p>
<p>La rassegna ha visto scontrarsi giovani cineasti del panorama italiano, a cui una Giuria di Qualità &#8211; tra i membri Gianni Canova, Vincenzo Cerami, Saverio Costanzo e Carlo Freccer<span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">o &#8211; </span>ha consegnato l&#8217;ambito <em>Martini Première Award. </em></p>
<p>In particolare<em>, duellanti.com </em>ha deciso di concentrarsi sulla serata del 5 ottobre dedicata al <em>Premio New Docu</em>. In quell&#8217;occasione sono stati presentati alcuni tra i migliori documentari realizzati quest’anno da giovani registi <em>under 35</em>, scelti dalla Giuria di Qualità del <em>Martini Première Award</em> con la collaborazione di <em>Doc/it</em>.</p>
<p>Alla kermesse documentaria erano presenti <strong>Elena Gipponi</strong> e <strong>Mimmo Gianneri </strong>di <em>duellanti.com</em>, che hanno partecipato alla visione e commentato &#8220;a caldo&#8221; i quattro documentari in concorso.</p>
<p>Il <strong>documentario vincitore</strong> è stato <em>Signori Professori</em>, il primo ad inaugurare su <em>duellanti.com</em> questo piccolo speciale retrospettivo sul <em>New Docu Martini</em>.</p>
<p>Di seguito i documentari presentati:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.duellanti.com/2009/10/speciale-new-docu-martini-armando-e-la-politica/" target="_self"><em>Armando e la politica</em></a> di Chiara Malta</li>
<li><a href="http://www.duellanti.com/2009/10/io-la-mia-famiglia-rom-e-woody-allen/" target="_self"><em>Io, la mia famiglia rom</em> <em>e Woody Allen</em> </a>di Laura Hailovich</li>
<li><a href="http://www.duellanti.com/2009/10/speciale-new-docu-martini-pinuccio-lovero-sogno-di-una-morte-di-mezza-estate/" target="_self"><em>Pinuccio Lovero</em></a> di Pippo Mezzapesa</li>
<li><a href="http://www.duellanti.com/2009/10/speciale-new-doc-martini-signori-professori/" target="_blank"><em>Signori Professori</em></a> di Maura Delpero</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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