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	<title>duellanti - mensile di cinema e...</title>
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	<description>Rivista di cinema e...</description>
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		<title>Un nuovo ciak per Jake Gyllenhaal</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 10:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo film in arrivo per l'attore visto recentemente in Source Code.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6862" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-6862" href="http://www.duellanti.com/2012/03/un-nuovo-ciak-per-jake-gyllenhaal/jake-gyllenhaal/"><img class="size-full wp-image-6862" title="Jake-Gyllenhaal" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/03/Jake-Gyllenhaal.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, J. Gyllenhaal</p></div>
<p>L&#8217;attore di <em>Brokeback Mountain</em> Jake Gyllenhaal sarà protagonista di un nuovo action-thriller &#8211; diretto da Albert Hughes &#8211; dal titolo <em>Motor City</em>.</p>
<p>Jake Gyllenhaal sostituisce così Dominic Cooper, inizialmente segnalato come attore protagonista. La storia segue un ex-carcerato pronto a vendicarsi di un gruppo di persone che l&#8217;hanno incastrato. L&#8217;inizio delle riprese è previsto al più presto, e conta nel cast anche Amber Heard e Gary Oldman.</p>
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		<title>Le riprese finali del nuovo film di Giorgio Diritti</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 09:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[In via di conclusione le riprese del nuovo film di Giorgio Diritti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6859" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a rel="attachment wp-att-6859" href="http://www.duellanti.com/2012/03/le-riprese-finali-del-nuovo-film-di-giorgio-diritti/giorgio_diritti_8iu711/"><img class="size-medium wp-image-6859" title="Giorgio_Diritti_8iu711" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/03/Giorgio_Diritti_8iu711-350x239.jpg" alt="" width="350" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, G. Diritti</p></div>
<p>Sono in via di conclusione in Trentino le riprese del nuovo film di Giorgio Diritti, autore di <em>L&#8217;uomo che verrà</em>. <span style="font-size: small;">Ancora senza un titolo e sceneggiato dallo stesso Diritti assieme a Fredo Valla e Tania Pedroni, la pellicola è interpretata da un cast al femminile, composto da Jasmine Trinca, Anne Alvaro, Pia Engleberth, Amanda Fonseca Galvao. Il film è stato girato per 11 settimane in Amazzonia e per due settimane in Trentino.</span></p>
<p>La storia è quella di Augusta, una giovane donna italiana sulla trentina, che giunge in Amazzonia per allontanarsi da alcune vicende personali particolarmente dolorose. Affianca una suora amica della madre nel lavoro con le comunità indigene dell&#8217;alto rio Andirà, ma poi se ne distacca nel desiderio di un&#8217;esperienza che risponda in modo semplice al suo bisogno di ritrovare un senso nella vita. Dal contatto totale con la natura selvaggia della Foresta Amazzonica e dall’incontro con le piccole comunità indios che vivono sulle rive del fiume, Augusta cercherà una riconciliazione con se stessa, con il mondo e con Dio.</p>
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		<title>Remade in Galizia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 14:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Saibene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Galizia dentro]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo appuntamento con Galizia Dentro: questa settimana andiamo alla scoperta delle chapuzas gallegas. Di cosa si tratta? Scopriamolo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6851" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a rel="attachment wp-att-6851" href="http://www.duellanti.com/2012/03/remade-in-galizia/furgone-super-ecologico/"><img class="size-medium wp-image-6851" title="Furgone super-ecologico" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/03/Furgone-super-ecologico-350x228.jpg" alt="" width="350" height="228" /></a><p class="wp-caption-text">Furgone super-ecologico</p></div>
<p>Tempo fa, Pablo Culebras, un amico di Gondomar conosciuto in Italia, mi propose di allestire una mostra d’arte con le <em>chapuzas gallegas</em>. Per chi non lo sapesse le <em>chapuzas gallegas</em> sono delle opere d’ingegneria popolare che sono sempre state motivo di vergogna o semplicemente di risate. Per altri invece, come per il mio amico, vengono considerate da tempo delle vere e proprie opere d’arte, magari involontarie, che non sfigurerebbero accanto ad artisti riconosciuti del <em>ready made</em> o della <em>land art</em>.</p>
<div id="attachment_6852" class="wp-caption alignright" style="width: 245px"><a rel="attachment wp-att-6852" href="http://www.duellanti.com/2012/03/remade-in-galizia/sedia-antiscivolo/"><img class="size-medium wp-image-6852 " title="Sedia antiscivolo" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/03/Sedia-antiscivolo-336x450.jpg" alt="" width="235" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Sedia antiscivolo</p></div>
<p>Considerando l’eco che sta riscuotendo quest’anno, anche fuori dai confini dell’autonomia, l’iniziativa promossa dal quotidiano<em> La Voz de Galicia</em> di istituire un concorso con le migliori immagini delle <em>chapuzas</em> inviate e votate dai lettori, non escludo che un giorno quest’idea possa prendere forma in uno spazio dedicato all’arte contemporanea.</p>
<div id="attachment_6853" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a rel="attachment wp-att-6853" href="http://www.duellanti.com/2012/03/remade-in-galizia/la-musica-fa-bene-alle-piante/"><img class="size-medium wp-image-6853" title="La musica fa bene alle piante" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/03/La-musica-fa-bene-alle-piante-350x261.jpg" alt="" width="350" height="261" /></a><p class="wp-caption-text">La musica fa bene alle piante</p></div>
<p>Dal 2007<em> La voz de Galicia </em>ha raccolto centinaia di immagini; alcune opere stupiscono davvero per creatività e tanto dicono sul carattere dei suoi abitanti. Ci parlano di un gusto estetico non comune e un po’ surrealista. E della capacità dei galiziani di rimediare, con scarsità di mezzi ma originalità, alla mancanza –quella sì- di idee e risorse delle amministrazioni locali.</p>
<p>Aggiungo per inciso che le <em>chapuzas</em> non hanno niente a che vedere con il <em>feismo</em>. Quest’ultimo è un fenomeno urbanistico e architettonico ben lontano dall’essere creativo o ironico. Il <em>feismo</em> è qualcosa che, in grado maggiore o minore, urta la nostra percezione visiva ed è una malattia diffusa un po’ ovunque, non solo nel nord-ovest della Spagna.</p>
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		<title>30 anni senza John Belushi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 13:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piccolo omaggio per il trentennale della scomparsa dell'attore John Belushi, l'anima strafottente della comicità americana di fine anni Settanta. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6850" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><a rel="attachment wp-att-6850" href="http://www.duellanti.com/2012/03/30-anni-senza-john-belushi/johnbelushi_01/"><img class="size-medium wp-image-6850" title="JohnBelushi_01" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/03/JohnBelushi_01-350x232.jpg" alt="" width="350" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, J. Belushi</p></div>
<p>5 marzo 1982<strong>.</strong> E poi oggi.<br />
Sono già trascorsi trent&#8217;anni da quando John Belushi ci ha lasciato. Aveva solo 33 anni quando veniva stroncato da un&#8217;overdose di cocaina ed eroina, in una camera del lussuosissimo Chateau Marmont di Los Angeles.</p>
<p>Lui, uno strafottente fino all&#8217;ultimo.</p>
<p>Con appena sette film all&#8217;attivo, l&#8217;attore &#8211; di origini albanesi ma nato e cresciuto a Chicago, patria del suo amato blues &#8211;  era comunque riuscito ad entrare di prepotenza nel mondo del cinema, distinguendosi da tutti per una vena comica surreale. Un po&#8217; come il suo personaggio, Bluto Blutarsky, il ribelle studente di <em>Animal House</em>, amante dei toga party e cazzeggiatore incallito. E poi c&#8217;è il mito, quello raccontato attraverso uno dei film musicali più appassionanti della storia del cinema, <em>The Blues Brothers</em>. Un omaggio al blues &#8211; tanto amato da Belushi &#8211;  e ai musicisti che ne hanno fatto la storia. E poi le sue straordinarie apparizioni al <em>Saturday Night Live</em>, <em>1941: Allarme ad Hollywood</em>, <em>Chiamami Aquila</em>, eccetera, eccetera, eccetera.</p>
<p>Potrei dilungarmi ulteriormente, ma perchè?</p>
<p>Forse è meglio ricordarlo <a href="http://youtu.be/_In6zTkN8R4" target="_blank">così</a>.</p>
<p>O <a href="http://www.youtube.com/watch?v=M6aweJbgkL0&amp;feature=related" target="_blank">così</a>.</p>
<p>O come preferite.</p>
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		<title>XII Piemonte gLocal Movie Festival</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 10:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[6-11 marzo, Torino. Tra gli eventi, segnaliamo la presentazione del making-off di "9 onde", film diretto dal nostro "galiziano acquisito" Simone Saibene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6848" class="wp-caption alignright" style="width: 328px"><strong><a rel="attachment wp-att-6848" href="http://www.duellanti.com/2012/03/xii-piemonte-glocal-movie-festival/piemonte-movie/"><img class="size-medium wp-image-6848" title="piemonte movie" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/03/piemonte-movie-318x450.jpg" alt="" width="318" height="450" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Nella foto, la locandina del XII Movie Glocal Film Festival</p></div>
<p><strong>Dal 6 all’11 marzo</strong> torna sugli schermi il <strong>Piemonte Movie gLocal Film Festival</strong>. La sua XII edizione è dedicata al tema delle periferie, &#8220;da sempre fonte di ispirazione cinematografica per la loro umanità varia, &#8211; spiega Alessandro Gaido, direttore artistico del festival – “Due le fonti d’ispirazione per il tema di quest’anno: l’omonima canzone di Bruce Springsteen del 1978, ma soprattutto <em>La rabbia giovane </em>(Badlands), film di Terrence Malick del 1973&#8243;.</p>
<p>Alla scoperta di questo tema, ci accompagnerà il regista torinese d&#8217;adozione <strong>Daniele Gaglianone </strong>- al quale il festival e il Museo Nazionale del Cinema dedicano l&#8217;omaggio “Le periferie dell&#8217;anima” &#8211; che da sempre concentra il suo sguardo sulle zone marginali della città e su coloro che le abitano, mostrando realtà altrimenti invisibili. In programma a Piemonte Movie i suoi documentari, cortometraggi e lungometraggi, tra i quali Nemmeno il destino e Ruggine.</p>
<p>Tra i circa 70 lavori in programma a <strong>Piemonte Movie gLocal Film Festival</strong> diverse anteprime nazionali: Sale per la capra di Fabrizio Dividi, MartaEvangelisti e Vincenzo Greco raccoglie testimonianze e documenti per ricordare le 64 persone che, il 13 febbraio 1983, morirono nell&#8217;incendio del Cinema Statuto di Torino; La sindrome dei monelli di Alberto Coletta; S.A.L.P. Esercizio di memoria del Collettivo Cromocinque; 10 di Vincenzo Cicanese; e Adieu di Alberto Castiglione &#8211; documentario fuori concorso nella sezione Zona Libera &#8211; si interroga, a vent’anni di distanza dalle tragiche morti di Falcone e Borsellino, sui cambiamenti, veri o presunti, che ne sono derivati.</p>
<p>Sabato 10, a partire dalle 18,30, presso il Cineclub Blah Blah, <strong>Simone Saibene</strong> presenterà all’interno della sezione <strong><em>Terre di </em></strong><strong><em>Cinema</em> il making-off del suo lungometraggio galiziano <em>9 onde</em></strong>. Con lui saranno presenti il direttore de Elcercano.com Moncho-Conde Corbal e l’attore Dario Merlini. Al termine dell’incontro seguirà la proiezione di due  precedenti lavori di Saibene &#8211; Ritorno a San Andrés e Patmos (Apocalypsi) &#8211; e un dibattito con il pubblico moderato da Massimiliano Nardulli, direttore artistico del Festival del cortometraggio di Brest.</p>
<p>Organizzato dall’Associazione Piemonte Movie con la direzione artistica di Alessandro Gaido, Piemonte Movie gLocal Film Festival si svolgerà a Torino dal 6 all&#8217;11 marzo 2012.</p>
<p><strong>I luoghi del festival:</strong> Cinema Massimo, Sala Il Movie &#8211; Cineporto, Cinema Centrale e Cineclub Blah Blah.</p>
<p><strong>INFO</strong><br />
Associazione Piemonte Movie: via Real Collegio 6, 10024 Moncalieri (To) Sede Festival: Via Miglietti, 20 – 10144 Torino Tel. 011 4270104 – 328 8458281 segreteria@piemontemovie.com &#8211; www.piemontemovie.com</p>
<p>Modalità d&#8217;ingresso: biglietto intero 4 euro e ridotto 3.50 euro con Tessera ARCI. Abbonamento 15 euro e accredito 10 euro (Sala Il Movie &#8211; Cineporto e al Cinema Centrale). Biglietto intero 6 euro e ridotto 4/3 euro (Cinema Massimo).</p>
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		<title>Muller Vs Amelio: è &#8220;guerra&#8221; da Festival</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 13:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E' scontro aperto tra il direttore artistico del Torino Film Festival e il non-ancora nominato Presidente del Festival Internazionale del Film di Roma: chi la spunterà?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6845" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a href="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/02/gianniamelio-thumb.jpg"><img class="size-medium wp-image-6845" title="gianniamelio-thumb" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/02/gianniamelio-thumb-350x266.jpg" alt="" width="350" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, il regista G. Amelio</p></div>
<p>E&#8217; &#8220;guerra&#8221; aperta sui festival del cinema italiani. Dopo aver lasciato la presidenza della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia e dopo aver conquistato la dirigenza (non ancora in via ufficiale) del prossimo Festival Internazionale del Film di Roma, Marco Muller sembra aver già pianificato le date della kermesse capitolina, suscitando non poco clamore non solo dalla stessa Venezia, quanto soprattutto dalle parti del Torino Film Festival.</p>
<p>Il motivo? Attraverso una mail inviata nei giorni scorsi, il futuro aspirante direttore avrebbe, infatti, comunicato le date della manifestazione romana appena stabilite, ossia dal 15 al 21 novembre, a un giorno di distanza dall&#8217;inizio del festival torinese, che prenderà il via il prossimo 23 novembre. Non l&#8217;ha presa molto bene il direttore artistico del TFF Gianni Amelio che, in una lunga intervista al quotidiano <em>La Stampa</em>, ha affermato: &#8220;È una guerra che non vorremmo ed è anche una guerra impari. Lo scontro tra Venezia e Roma era in qualche modo nell&#8217;ordine delle cose, noi, invece, siamo un festival di struttura piccola che viene trattato in un modo che ci offende, non considerato, come se non esistessimo. E invece ci siamo da 30 anni, abbiamo una nostra identità, e tutto il diritto di continuare ad esserci&#8221;.</p>
<p>Una mail, continua lo stesso Amelio, dai toni ben poco cordiali, quanto più arroganti e perentori, dove, tra l&#8217;altro, venivano elencate le date delle prossime edizioni fino al 2018.</p>
<p>Ci troviamo, ancora una volta, di fronte ad una situazione alquanto paradossale: tre festival del cinema, ognuno con una sua storia ben precisa, a poche settimane o, addirittura, a poche ore di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro. Vedremo se, in questo caso, sarà il buon senso a prendere il sopravvento. O, almeno, è quanto ci auguriamo.</p>
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		<title>Un giorno questo dolore ti sarà utile</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 06:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Fabbroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[un-giorno-questo-dolore-ti-sara-utile]]></category>

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		<description><![CDATA[James Sveck è un diciassettenne in piena crisi esistenziale: ragazzo dotato e amante della letteratura, James non ha la minima intenzione di iscriversi all’Università...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La storia – James Sveck è un diciassettenne in piena crisi esistenziale: ragazzo dotato e amante della letteratura, James non ha la minima intenzione di iscriversi all’Università e trascorre le sue giornate nella galleria della madre alla ricerca di case da acquistare nel Midwest e tentando goffamente di sedurre John Webster, il collega di colore per cui prova una singolare simpatia. <span>Saranno i consigli della nonna Nanette e gli incontri con una psicoterapeuta ad aiutare James ad affrontare una volta per tutte le proprie ansie ed il fatidico passaggio all’età adulta…</span></h4>
<p>Tratto dall’omonimo romanzo di Peter Cameron, il secondo (dopo Copkiller, datato 1983) film “americano” di Roberto Faenza è una fedele trasposizione di un racconto di formazione di chiara ispirazione salingeriana; non è un caso che Faenza abbia provato per anni a portare sul grande schermo le vicende de <em>Il giovane Holden</em>, senza mai riuscirci a causa del divieto impostogli dallo stesso Salinger, secondo il quale la voce narrante in prima persona era anticinematografica per definizione.</p>
<p>Il romanzo di Cameron colpisce invece per le qualità “visive” della sua scrittura, a partire dai dialoghi ed in particolare quelli che hanno come protagonista il giovane James; Faenza ha saputo restituire lo spirito del libro, aiutato da un casting ben assortito e dall’ottima fotografia di Maurizio Calvesi, finendo col lasciare lo spettatore con un dubbio: il dolore provato dal giovane protagonista sarà veramente utile a qualcuno, o il suo è solo l’ennesimo atto di ribellione destinato ad essere cassato dal conformismo della società degli “adulti”?</p>
<p><strong>&#8230;in un tweet:</strong> E se Roberto Faenza fosse uno degli autori più sottovalutati del nostro cinema?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Berlinale 2012: Vicari si aggiudica il secondo posto nella sezione &#8220;Panorama&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 16:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista di "L'orizzonte degli eventi" si conquista un meritato secondo posto nella sezione Panorama della 62 edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6840" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a href="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/02/daniele-vicari.jpg"><img class="size-medium wp-image-6840" title="daniele-vicari" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/02/daniele-vicari-350x435.jpg" alt="" width="350" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, D. Vicari</p></div>
<p>Il regista Daniele Vicari si aggiudica il secondo posto per il Premio del Pubblico nella sezione Panorama con il film <em>Diaz</em>, nel corso della 62ma edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino.</p>
<p>La pellicola &#8211; dedicata alla vicenda del G8 di Genova del 2001 e che ricostruisce gli eventi accaduti nelle scuole Diaz e Pascoli dopo l&#8217;irruzione delle forze dell&#8217;ordine &#8211; è prodotta dalla Fandango di Domenico Procacci ed è una coproduzione con Romania e Francia. Ad aggiudicarsi, invece, il primo premio come miglior film di Finzione di Panorama 2012 è, invece, <em>Parada</em> del regista serbo Srdjan Dragojevi.</p>
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		<title>Jack e Jill</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 14:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Gipponi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[jack-e-jill]]></category>

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		<description><![CDATA[Jack, pubblicitario di successo sulla West Coast, e Jill, zitellona dal cuore d’oro dalla East Coast, sono gemelli. Jill, come ogni anno, passerà la Festa del Ringraziamento ospite della famiglia di Jack. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La storia &#8211; Jack, pubblicitario di successo sulla West Coast, e Jill, zitellona dal cuore d’oro dalla East Coast, sono gemelli. Jill, come ogni anno, passerà la Festa del Ringraziamento ospite della famiglia di Jack. Stavolta però si tratterrà un po’ di più, giusto in tempo per far innamorare Al Pacino in persona…</h4>
<p>«Di fatto, Al Pacino non interpreta se stesso bensì un attore ossessivo che sta fuori di testa e ha perso contatto con la realtà» (parola di pressbook, parola di co-sceneggiatore). La sottigliezza a botta calda tende a sfuggire, e il primo pensiero è che Pacino abbia perso qualche rotella per davvero se ha accettato di recitare qui dentro… In realtà, ripensandoci, lo sforzo autoironico è/era/sarebbe anche articolato: Pacino – Riccardo III a teatro – che dà in escandescenze per colpa di un cellulare che suona in platea; Pacino – nel corso della stessa pièce – che tempo dopo risponde al cellulare e istintivamente si trasforma nel padrino; Pacino che ricorda di avere allevato piccioni, salvo poi smentirsi («Ah, no, quello era Brando…»); Pacino che viene a stento riconosciuto da Jill, la quale lo molla per farsi fare l’autografo da Ridge di <em>Beautiful</em>. Questi  ammiccamenti cinefili sono però amalgamati a un repertorio sboccato-demenziale di cazzotti, scoregge e battute sull’uccello (il pappagallo di Jill), e il tutto è poi calato in un bagno moralistico da commedia per famiglie (ma i classici del travestimento sono ben lontani e Sandler in gonnella e falsetto – doppiato – è irritante).</p>
<p>Il problema non è di per sé Pacino e il suo gioco delle parti, non le flatulenze (oddio, forse quelle sì!) né il moralismo, ma il mischiotto malcalibrato che rende Jack e Jill un oggetto cinematografico per un pubblico non identificato, almeno in Italia: triviale per le famiglie (che immagino nemico numero uno de <em>I soliti idioti</em>), insipido per gli adolescenti (che immagino fans de <em>I soliti idioti</em>) e inappetibile per i cinefili (che immagino piuttosto equamente suddivisi tra nemici e fans de <em>I soliti idioti</em>).</p>
<p><strong>…in un tweet:</strong> Commediaccia con troppi ingredienti (pure Pacino!). Meglio le volgarità <em>de noantri</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Paradiso Amaro</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 11:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mimmo Gianneri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[paradiso-amaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Matt King è un marito e padre da sempre indifferente e distante dalla famiglia. Ma quando la moglie rimane vittima di un incidente in barca nel mare di Waikiki è costretto a riavvicinarsi alle due figlie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La storia &#8211; Matt King è un marito e padre da sempre indifferente e distante dalla famiglia. Ma quando la moglie rimane vittima di un incidente in barca nel mare di Waikiki è costretto a riavvicinarsi alle due figlie: e quindi a riconsiderare il suo passato e valutare un nuovo futuro.</h4>
<p>Una volta qualcuno disse che un film pessimo può essere nobilitato o addirittura redento da poche sequenze straordinarie. Similarmente, chiunque abbia un discreto paniere settimanale di film ben sa che più della &#8211; fondamentale &#8211; ossatura narrativa saranno altre cose a esaltarlo o deluderlo. Si tratta di quei momenti in cui piacere estetico ed emozione vanno di pari passo. Di quei momenti in cui ti fermi e dici &#8220;che fantastica scelta ha fatto X (regista)&#8221; e nel frattempo rimani dentro al film, comunque, non te ne distacchi freddamente.</p>
<p>Ecco, tutto questo per dire che <em>Paradiso Amaro</em> è pieno di quei momenti. Non dico che mi abbia entusiasmato. Solo che quando di fronte a un soggetto tanto semplice vedi una messa in scena tanto efficace cosa puoi chiedere di più a un regista? Non ti chiediamo niente di più, Payne. Hai fatto ciabattare Clooney mentre corre goffamente. Bravo, Payne. Ci hai fatto vedere con dolcezza e un po&#8217; di ironia una donna in coma mentre muore. Bravo, Payne. Hai fotografato Hawaii inedite e ci hai fatto percepire una hawaiianness, che non pensavo esistesse in mezzo a surfisti palestrati e abiti floreali. Bravo, Payne. Mi hai fatto scaricare la colonna sonora con gli ukuleli. Brav(in)o, Payne. Poi ad alcuni potrà apparire mieloso, ad altri splendido.</p>
<p>A me, bastano quei momenti.</p>
<p><strong>&#8230;in un tweet:</strong> Non fatevi ingannare dalle camicie. Nelle Hawaii c&#8217;è anche gente triste.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Videoattivi 2011/2012, Rovereto (TN) &#8211; Bando di concorso</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 08:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Scadenza del bando: 30 marzo 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6832" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><a href="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/02/videoattivi.jpg"><img class="size-medium wp-image-6832" title="banner_985 x 200" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2012/02/videoattivi-350x71.jpg" alt="" width="350" height="71" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, il logo di Videoattivi 2011/2012</p></div>
<p>Dopo il successo del <strong>Laboratorio cinema Videoattivi</strong>, che ha visto la partecipazione di numerosi giovani interessati ad apprendere gli strumenti per raccontare una storia attraverso le immagini, ora è il momento del Concorso video: la scadenza per l’iscrizione è fissata al <strong>30 marzo 2012</strong>. <strong>Videoattivi 2011/2012</strong> è un’iniziativa che con le immagini cerca un modo nuovo di far luce sull’impegno delle moltissime persone che dedicano il loro tempo agli altri.</p>
<p><strong>Il concorso</strong><br />
Il Concorso Videoattivi è dedicato al<strong> tema del volontariato</strong>. È possibile partecipare inviando opere video che sappiano mostrare e raccontare aspetti significativi dell’esperienza dei volontari che dedicano tempo ed energie per gli altri. L’interpretazione del tema non è da intendersi in termini didascalici o esplicativi ed è aperta alla rielaborazione personale degli autori. I partecipanti potranno utilizzare in modo creativo ogni forma di espressione riconducibile all’utilizzo del video.<br />
Possono partecipare al Concorso le opere video realizzate da autori che <strong>non abbiano superato i 30 anni di età</strong>. I video presentati dovranno durare al <strong>massimo 3 minuti</strong> (titoli di testa e di coda esclusi) e potranno essere girati con qualsiasi mezzo di ripresa video. I video selezionati dal Direttivo dell’associazione Nuovo Cineforum Rovereto saranno proiettati nella serata finale di premiazione che si terrà a <strong>Rovereto prima dell&#8217;estate del 2012</strong>. Tra questi la Giuria assegnerà <strong>il premio della giuria del valore di €1.000,00</strong> da spendere per l’acquisto attrezzature tecniche.  Il Pubblico presente alla serata di premiazione potrà votare il video preferito tra quelli proiettati e assegnare così il <strong>premio del Pubblico del valore di €500,00</strong> da spendere per l’acquisto attrezzature tecniche.</p>
<p><strong>Iscrizione entro venerdì 30 marzo 2012.</strong><br />
Il bando è scaricabile all&#8217;indirizzo: <a href="www.videoattivi.it/concorso/bando_concorso/" target="_blank">www.videoattivi.it/concorso/bando_concorso/</a><br />
Tutte le informazioni sul sito <a href="http://www.videoattivi.it" target="_blank">www.videoattivi.it</a></p>
<p><strong>Videoattivi è realizzato da:</strong><br />
Comune di Rovereto, Assessorato alla Contemporaneità<br />
Nuovo Cineforum Rovereto<br />
con il patrocinio di:<br />
Centro Nazionale del Cortometraggio<br />
Trentino Film Commission</p>
<p><strong>Per ogni ulteriore informazione:</strong><br />
mail: info@videoattivi.it</p>
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		<title>E ora parliamo di Kevin</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 08:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Glenda Manzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[e-ora-parliamo-di-kevin]]></category>

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		<description><![CDATA[Adattamento cinematografico del romanzo della scrittrice Lionel Shriver, il film diretto da Lynne Ramsay mette in scena il tragico rapporto tra Eva e suo figlio Kevin, che non ancora maggiorenne compie una strage in una scuola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La storia &#8211; Adattamento cinematografico del romanzo della scrittrice Lionel Shriver, il film diretto da Lynne Ramsay mette in scena il tragico rapporto tra Eva e suo figlio Kevin, che non ancora maggiorenne compie una strage in una scuola.</h4>
<p>Vivi a New York in un loft meraviglioso con un meraviglioso uomo che ti adora, viaggiare è la tua grande passione e riesci a trasformarla in un lavoro. Poi rimani incinta, con fatica metti da parte le tue ambizioni e ti trasferisci fuori città per crescere tuo figlio. Il quale, però, sembra odiarti dal primissimo giorno: il suo pianto incessante ti trivella i timpani e si placa solo tra le braccia del padre (John C. Reilly), si rifiuta di chiamarti mamma e se gli dici che lo ami ti risponde “gnè gnè gnè”. Poi cresce, diventa un adolescente dallo sguardo inquietante, si comporta come un animale selvatico e distrugge la tua e la sua vita, facendo esplodere l’odio che lo divora sin dall’infanzia attraverso un gesto estremo. E tu, Eva, ti domandi se non sia colpa tua, se il peccato originale di quel gesto non provenga da te, da dentro di te, che mentre partorivi opponevi resistenza («Stop resistence», dice l’ostetrica a Eva).</p>
<p><em>E ora parliamo di Kevin</em> è un film disturbante e magistralmente interpretato, che solleva domande terribili e senza risposta sull’essere genitori e le responsabilità dei comportamenti dei figli. Un pugno nello stomaco che, tuttavia, non riesce a mettere knock-out: ridondante e ripetitivo l’utilizzo della simbologia (la vernice rossa, la salsa di pomodoro, il rosso dominante a richiamare il sangue da lavare via), un po’ troppo da manuale (DSM) i cliché legati alla personalità dell’adolescente disturbato, un po’ sopra le righe le sequenze orrorifiche degli incubi di Eva.</p>
<p><strong>..in un tweet:</strong> Emotional thriller intenso e disturbante che però non convince del tutto: <em>we need to talk about red</em>.</p>
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