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	<title>duellanti - mensile di cinema e...</title>
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	<description>Rivista di cinema e...</description>
	<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:37:57 +0000</pubDate>
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		<title>La star prodigio anni &#8216;80 Corey Haim trovato morto</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/la-star-prodigio-anni-80-corey-haim-trovato-morto/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Redacted]]></category>

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		<description><![CDATA[La star degli anni Ottanta Corey Haim è stato trovato morto nel suo appartamento a Los Angeles. Insieme a Corey Feldman, è stata una delle baby-star di spicco nella filmografia per ragazzi anni Ottanta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3522" class="wp-caption alignleft" style="width: 297px"><img class="size-full wp-image-3522" title="the-two-coreys-tv-show-big" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2010/03/the-two-coreys-tv-show-big.jpg" alt="Nella foto, C. Feldman e C. Haim &quot;I Due Coreys&quot; degli anni Ottanta" width="287" height="356" /><p class="wp-caption-text">Nella foto, C. Feldman e C. Haim &quot;I Due Coreys&quot; degli anni Ottanta</p></div>
<p>La star degli anni Ottanta Corey Haim è stato trovato morto nel suo appartamento a Los Angeles. La causa è da rintracciarsi in un&#8217;overdose accidentale, ma le autorità stanno ancora indagando in merito.</p>
<p>L&#8217;attore - 38 anni - è stato, insieme a Corey Feldman <em>(Gooneys</em>, <em>Stand by me</em>)<em>,</em> uno dei più grandi protagonisti della filmografia per ragazzi degli anni Ottanta, tanto che il duo era conosciuto ai più come &#8220;I due Corey&#8221;. Tra le sue pellicole più conosciute: <em>Lucas</em>, <em>Ragazzi perduti</em>, <em>Unico indizio la luna piena</em>. La sua partecipazione al grande schermo si era diradata a partire dagli anni Novanta, limitandosi a interpretare ruoli secondari o partecipando esclusivamente a film-tv.</p>
<p>Corey Haim si aggiunge alla lista di ex baby star anni Ottanta vittime di un tragico epilogo: ricordiamo, infatti, in merito giovani star come Brad Renfro <em>(Il Cliente</em>) e Jonathan Bradis (<em>La storia infinita 2</em>), anch&#8217;essi all&#8217;apice del successo in quei ricchi anni e abbandonati dallo show business non appena raggiunta un&#8217;età più adulta.</p>
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		<title>De Niro sarà Vince Lombardi, simbolo della NFL</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/de-niro-sara-vince-lombardi-simbolo-della-nfl/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Redacted]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande fermento per Robert De Niro. Dopo l'annuncio del suo ritorno nei panni di Jack Walsh - protagonista di "Prima di mezzanotte" - l'attore italo-americano si prepara a interpretare la leggenda della NFL Vince Lombardi, grande allenatore dei Green Bay Packers. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3519" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-3519" title="denirog0205_468x506" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2010/03/denirog0205_468x506-350x378.jpg" alt="Nella foto, R. De Niro." width="350" height="378" /><p class="wp-caption-text">Nella foto, R. De Niro.</p></div>
<p>Periodo di grande impegno sul set per Robert De Niro. Proprio ieri, infatti, si discuteva la notizia secondo cui l&#8217;attore sarebbe pronto a rivestire i panni di Jack Walsh nel sequel di <em>Prima di mezzanotte.</em></p>
<p>Dagli Stati Uniti, giunge oggi la notizia di un nuovo progetto cine-televisivo, che vede coinvolto l&#8217;attore italo-americano: De Niro, infatti, interpreterà Vince Lombardi - il grandissimo allenatore di football dei Green Bay Packers negli anni Sessanta, nonchè simbolo della lega NFL (il trofeo del SuperBowl è intitolato a suo nome) - nell&#8217;omonimo film prodotto dalla ESPN Films e dalla NFL.  </p>
<p>Il film sarà pronto per la messa in onda nel 2012, una settimana prima del XLVI Super Bowl che si terrà a Indianapolis. La storia vuole ricostruire la prima stagione da allenatore di Lombardi nei Packers nel 1959, per poi passare attraverso i cinque titoli NFL conquistati fino ad arrivare all&#8217;incredibile vittoria che i Packers ottennero contro i Dallas Cowboys nel cosiddetto &#8220;Ice Bowl&#8221;, giocato a Lambeau Field il 31 dicembre 1967.</p>
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		<title>A serious man</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/a-serious-man-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Toscano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

		<category><![CDATA[a-serious-man]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia - Midwest, anni Sessanta. Larry Gopnik è uno stimato membro della comunità ebraica: sposato e padre di due figli, è in procinto di ricevere una cattedra di ruolo nell’istituto dove insegna. D’improvviso, però, la sua vita va in pezzi: la moglie chiede il divorzio, i vicini attentano alla sua proprietà, uno studente cerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La storia - Midwest, anni Sessanta. Larry Gopnik è uno stimato membro della comunità ebraica: sposato e padre di due figli, è in procinto di ricevere una cattedra di ruolo nell’istituto dove insegna. D’improvviso, però, la sua vita va in pezzi: la moglie chiede il divorzio, i vicini attentano alla sua proprietà, uno studente cerca di corromperlo e poi minaccia di denunciarlo, la commissione incaricata di decidere della sua nomina riceve lettere che lo infamano. Larry si ritrova a vivere in motel assieme all’asociale fratello Arthur, e comincia a consultare dei rabbini per trovare una spiegazione ai suoi problemi.</h4>
<p>Uno degli aggettivi più ricorrenti nell’affrontare l’ultimo lavoro dei Coen è “difficile”. Difficile da decifrare, difficile da accettare. Certo, l’ambientazione interna a una comunità ebraica della provincia americana degli anni Sessanta può non risultare familiare per lo spettatore medio, e tanti dei riferimenti alla tradizione <em>yiddish</em> andare perduti; le domande sono molte più delle risposte, e affrontano argomenti impegnativi come caso, destino, libero arbitrio, esistenza del Male, relazione tra colpa e punizione; l’arguzia e la ferocia tipiche della scrittura dei due autori sono al loro meglio, così da incaricare ogni dialogo e situazione di suggerire ben al di là di ciò che si limitano a mostrare; anche la scelta di affidarsi a un cast di sconosciuti, soprattutto se paragonato a quello all stars del loro titolo precedente, sembra quasi avvalorare la necessità di concentrarsi in maniera ancor più maniacale sul discorso da svolgere (sebbene anche in <em>Burn After Reading - A prova di spia</em> quest’ultimo risultasse di rara efficacia e precisione), svincolandolo da qualsiasi forma di compiacimento delle logiche commerciali e divistiche. Eppure non vi è nulla di cerebrale, di lontano nel modo in cui i Coen proseguono nella loro descrizione dell’assurdo, di quell’insensatezza che trapela da ogni scambio verbale, la cui origine non è più rintracciata solo nella stupidità degli uomini, ma in quella del disegno stesso della Creazione. La riflessione - e la disperazione - si fa così universale, chiamando in causa l’assoluto senza mai farne però una questione di fede. Lo sforzo del professore di fisica Larry Gopnik di derivare una spiegazione razionale al crollo della sua vita rimane vana, ma non per questo la risposta si trova nella parola di Dio (i colloqui sommamente insoddisfacenti coi due pri-mi rabbini, il rifiuto del terzo di ricevere il protagonista; la predica del sapiente Marshak a Danny contenuta in un pezzo dei Jefferson Airplane&#8230;). Se la ragione si scopre impotente, la fede si conferma inappagante e neppure il senso di appartenenza alla comunità sopperisce al disastro (anzi si rivela infondato di fronte alle malefatte della stessa: l’egoismo dei familiari, l’ostilità gratuita dei vicini, le accuse sul luogo di lavoro, l’ipocrisia e l’avidità dell’amante della moglie), allora - dopo essere andati via di casa - non resta che la tentazione di uscire dal reale. Il consumo di marijuana da parte di Larry sul divano della vicina e del figlio Danny prima del suo <em>bar mitzvah</em> - con relativi stati allucinatori - o il tormentone dell’antenna da sistemare per poter vedere il telefilm sono un indizio, ma la questione è più strutturale. È il discorso dei Coen a farsi più episodico, aneddotico, scegliendo di spiegarsi attraverso digressioni genialmente intersecate con la linea principale del racconto. Se la storia dei denti del non ebreo riprende l’andamento da parabola priva di morale e slegata dal resto del prologo<em> yiddish</em>, gli incubi (tre, come i rabbini) di Larry rielaborano elementi presentati in precedenza, rivisitandoli o fornendo loro un possibile quanto immaginario sviluppo. Nonostante il confine tra sogno e realtà sia sempre ristabilito a posteriori, la plausibilità delle situazioni fittizie (appena sfiorate dall’iperbole, come nel caso della gigantesca lavagna interamente coperta dalla formula del principio di indeterminazione di Heisenberg) dà vero e falso come interscambiabili: d’altronde se Hegel sostiene che «ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale», nel momento in cui la ragione si trova incapace di risalire a una risposta ai suoi continui quesiti, a un significato (immanente o su-periore) che giustifichi l’abisso, il reale si scopre irrazionale così come l’irreale può apparire del tutto logico. Nessuna formula è più in grado di dare ordine all’esistente e l’indeterminazione si radicalizza nella più cupa imperscrutabilità. Così, in modo non dissimile dal succedersi dell’esecuzione della vedova e dell’incidente automobilistico nel sottofinale di Non è un paese per vecchi, non sapremo mai se vi sia un nesso diretto tra l’accettazione del denaro e il cambio del voto dello studente da parte di Larry e la telefonata che lo informa di un tumore in arrivo. E l’uragano in avvicinamento si prepara a spazzare via le stupide congetture degli uomini sulle coincidenze della vita, l’inconoscibilità del divino e le conseguenze delle proprie azioni.</p>
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		<title>2012</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F.G.</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>

		<category><![CDATA[2012]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia - Nel 2012, l’anno nel quale il calendario Maya colloca la fine del mondo, un’apocalittica alluvione rischia di cancellare l’uma-nità. Tra dilemmi morali e conflitti personali, un manipolo di uomini si trova a lottare per la sopravvivenza.
L’ultimo lavoro di Emmerich conferma molte delle caratteristiche dei film del regista tedesco. Ancora una volta personaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La storia - Nel 2012, l’anno nel quale il calendario Maya colloca la fine del mondo, un’apocalittica alluvione rischia di cancellare l’uma-nità. Tra dilemmi morali e conflitti personali, un manipolo di uomini si trova a lottare per la sopravvivenza.</h4>
<p>L’ultimo lavoro di Emmerich conferma molte delle caratteristiche dei film del regista tedesco. Ancora una volta personaggi normali che si trovano a confrontarsi con un evento dalle proporzioni straordinarie, la dialettica tra conoscenze e decisioni delle élite e reazioni del popolo, ma soprattutto un gusto sempre più spiccato per la rappresentazione ipertrofica, esagerata, cartoonesca eppure al tempo stesso “realistica” della catastrofe. Già nella sua fase iniziale, in cui si delineano caratteri e conflitti, <em>2012</em> dimostra una scorrevolezza e un ritmo figli di una precisa idea di cinema: al contrario di colleghi come Michael Bay, Emmerich approccia il suo mestiere mantenendo sempre alla base un’austerità teutonica (e comunque europea) che gli fa rifiutare il costante ammicco (auto)ironico, le strizzate d’occhio, gli eccessi pirotecnici. Conscio e fiero del fatto di realizzare prodotti d’intrattenimento popolare, e della natura artigiana prima che artistica del suo ruolo, Emmerich pare raccontare con serietà e rigore (ma senza rinnegare un briciolo della volontà spettacolare) anche un terremoto apocalittico che rade al suolo metà California e una fuga in aereo tra palazzi che crollano e metropolitane che cadono nel vuoto. In tempi come questi, una posizione quasi unica e a suo modo apprezzabile.</p>
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		<title>&#8220;Lost&#8221;, possibile film al cinema?</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/lost-possibile-film-al-cinema/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Redacted]]></category>

		<category><![CDATA[Serialmente]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione della chiusura di "Lost" (prevista il 23 maggio 2010), i vertici della Disney e del marketing della Abc stanno discutendo sulla possibilità di declinare la serie su altri media, come un film, un sequel, videogiochi, contenuti extra su dvd e persino un parco tematico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3514" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-3514" title="lost_promo_lc_031109" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2010/03/lost_promo_lc_031109-350x250.jpg" alt="Nella foto, il cast di &quot;Lost&quot;" width="350" height="250" /><p class="wp-caption-text">Nella foto, il cast di &quot;Lost&quot;</p></div>
<p>In occasione della chiusura definitiva della serie - prevista il 23 maggio sulla <em>Abc</em> statunitense - i creatori di <em>Lost</em> hanno annunciato di non voler lasciare a bocca asciutta i fan dell&#8217;oramai <em>cult,</em> nato da un&#8217;idea di J.J Abrams.</p>
<p>I vertici della Disney e del marketing della <em>Abc </em>stanno infatti discutendo da mesi sulla possibilità di declinare il titolo su altri media - un po&#8217; come è avvenuto per <em>X-Files</em> e <em>Star Trek - </em>trasponendo la serie al cinema, in un sequel, in videogiochi, in contenuti extra su dvd e persino in un parco tematico. Tuttavia, seppur l&#8217;idea possa sembrare allettante (soprattutto per i <em>lostiani</em>), i produttori esecutivi della serie si sarebbero già tirati fuori dal progetto.</p>
<p>Ci riserviamo di scoprire di più. Al momento l&#8217;unica certezza è che il 23 maggio negli States andrà in onda l&#8217;ultima attesissima puntata.</p>
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		<title>De Niro torna &#8220;Prima di Mezzanotte&#8221;</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/de-niro-torna-prima-di-mezzanotte/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Redacted]]></category>

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		<description><![CDATA[Jack Walsh (R. De Niro) torna dopo ben 22 anni nel sequel di "Prima di Mezzanotte", pellicola comica che porta la firma del regista Martin Brest. A renderlo noto è l'Hollywood Reporter. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3512" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-3512" title="midnight_run_1988_685x385" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2010/03/midnight_run_1988_685x385-350x196.jpg" alt="Nella foto, R. De Niro e C. Grodin in &quot;Prima di mezzanotte&quot; (1988)" width="350" height="196" /><p class="wp-caption-text">Nella foto, R. De Niro e C. Grodin in &quot;Prima di mezzanotte&quot; (1988)</p></div>
<p>Robert De Niro sarà impegnato nel sequel di <em>Prima di Mezzanotte </em>(1988). A rendere nota la notizia è l&#8217;<em>Hollywood Reporter</em>, secondo cui la Universal starebbe progettando un secondo episodio della commedia poliziesca diretta da Martin Brest <em>(Beverly Hills Cop.),</em> con De Niro nel ruolo di Jack Walsh, un ex poliziotto che arrotondava i propri guadagni accettando incarichi “extra”.</p>
<p>De Niro non si limita a vestire i panni del protagonista, ma compare anche in veste di produttore per il suo progetto <em>Tribeca Films</em>, nato a seguito dell&#8217;11 settembre 2001 come slancio vitale da parte del cinema nel post-attentato. La sceneggiatura è invece firmata da Timothy Dowling (<em>Role Models</em>), mentre il cast vedrebbe accanto a De Niro un astro nascente del panorama hollywoodiano, di cui però non è stato ancora reso noto il nome.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nebbia&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Saibene</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Galizia dentro]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova pagina del diario galiziano di Simone Saibene. Questa volta ci trascina nel vortice della suggestiva nebbia di Ourense, che sembra quasi brillare come polvere luminosa su ciò su cui si deposita...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3510" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-3510" title="ourense2" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2010/03/ourense2-350x262.jpg" alt="Uno scorcio suggestivo della nebbia galiziana a Ourense" width="350" height="262" /><p class="wp-caption-text">Uno scorcio suggestivo della nebbia galiziana a Ourense</p></div>
<p>La nebbia di Ourense brilla. Come una polvere luminosa si deposita sulle case in pietra e riflette i loro colori sulle vie bagnate dalla pioggia del centro storico. A volte prende le sembianze di un serpente, e s’insinua per le strade della città nuova, accarezzando le automobili parcheggiate, le finestre dei palazzi, le vetrine degli esercizi commerciali e delle taperias. Di giorno abbraccia il sole filtrandone i raggi, trasformandoli in una luce calda che avvolge i tetti, i monti circostanti, le acque del fiume Miño. La nebbia di Ourense non è opprimente come quella milanese e nemmeno muta come quella del centro Italia. È una nebbia effervescente, piena di rumori. In certe ore, senza preavviso, come la spuma di una cascata, risuona e risplende, accompagnando con il suo allegro divenire il flusso vitale della città.</p>
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		<title>Filmforum 2010 - Il recupero dell&#8217;archivio di Luigi Chiarini</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/filmforum-2010-il-recupero-dellarchivio-di-luigi-chiarini/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[duellanti.com]]></category>

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		<description><![CDATA[Archiviata la XVII edizione di FilmForum, promossa come sempre dall’Università degli Studi di Udine e diretta dallo studioso Leonardo Quaresima, permangono molteplici elementi di lavoro intorno alla manifestazione. A partire dal progetto che ruota intorno all’Archivio di Luigi Chiarini, un fondo composto di 46 titoli, fra cui molti capolavori e classici del cinema, come La corazzata Potemkin, Quarto Potere, Paisà e molti altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3506" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-3506" title="a_girl_and_a_gun_5bassa" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2010/03/a_girl_and_a_gun_5bassa-350x257.jpg" alt="Nella foto, &quot;A girl and a gun&quot;" width="350" height="257" /><p class="wp-caption-text">Nella foto, &quot;A girl and a gun&quot;</p></div>
<p>Archiviata la XVII edizione di FilmForum, promossa come sempre dall’Università degli Studi di Udine e diretta dallo studioso Leonardo Quaresima, permangono molteplici elementi di lavoro intorno alla manifestazione. A partire dal progetto che ruota intorno all’Archivio di Luigi Chiarini, un fondo composto di 46 titoli, fra cui molti capolavori e classici del cinema, come <em>La corazzata Potemkin</em>,<em> Quarto Potere</em>, <em>Paisà</em> e molti altri.</p>
<p>Il canone della cinematografia mondiale, dunque, a disposizione dei primi studenti di cinema di Chiarini che è stato il primo direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia, il fondatore e direttore della più prestigiosa rivista di studi di cinema in Italia (Bianco e Nero), il direttore della Mostra del Cinema di Venezia (dal 1963 al 1968), nonchè il primo titolare della prima cattedra di &#8220;Storia e critica del cinema&#8221;. L’Università di Urbino Carlo Bo, depositaria del Fondo Chiarini, e l’Università di Udine, sotto il patrocinio della Consulta Universitaria di Cinema (CUC), hanno avviato proprio in occasione di Filmforum 2010 un progetto di recupero e valorizzazione del Fondo Luigi Chiarini, all&#8217;interno di un più ampio progetto di rivisitazione delle esperienze di formazione e di sviluppo della cultura e della professionalità cinematografica in Italia. Chiarini, com’è noto, utilizzava i film del fondo per le sue lezioni, illustrando così la storia del cinema: il cinema all&#8217;università (esiste ancora il proiettore 35 mm utilizzato dal dpocente), proiettato su pellicola e commentato, rivisto e riletto in moviola e conservato in archivio nella sua forma e materia d&#8217;origine, la pellicola appunto. L’archivio è stato ritrovato e sarà interamente recuperato al Dams di Gorizia presso il laboratorio La Camera Ottica. Recuperare e valorizzare il Fondo Chiarini significa, per l&#8217;Università italiana (DAMS) guardare alle proprie origini per progettare il futuro. Un po’ come guardare alle origini e ai primi Musei del sette-ottocento per riflettere sullo stato e forma attuale dei Musei. E&#8217; la memoria accademica, è la memoria dei primi studi di cinema, del primo maturo sviluppo della riflessione culturale sul cinema di cui rimane traccia nei 46 titoli di Chiarini (da Cabiria a Griffith, da Flaherty a Rossellini, da Pabst a Fellini).</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>&#8220;Avatar&#8221; battuto anche al box-office. &#8220;Alice&#8221; trionfa.</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/avatar-battuto-anche-al-box-office-alice-trionfa/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Redacted]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda doccia fredda per "Avatar" di James Cameron. Dopo essersi fatto sfuggire tra le mani numerose statuette agli Academy Awards, l'acclamato film in 3D vede perdere il primato del film con maggior record di incassi nella prima settimana. Il nuovo vincitore? "Alice in Wonderland" di Tim Burton.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3504" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-3504" title="redqueenalice-in-wonderland" src="http://www.duellanti.com/wp-content/uploads/2010/03/redqueenalice-in-wonderland-350x197.jpg" alt="Nella foto, H. Bonham Carter in &quot;Alice in Wonderland&quot;" width="350" height="197" /><p class="wp-caption-text">Nella foto, H. Bonham Carter in &quot;Alice in Wonderland&quot;</p></div>
<p>Dopo la &#8220;doccia fredda&#8221; subita agli Oscar - che ha visto scalzare <em>Avatar</em> in diverse categorie, dove il favorito è stato <em>The Hurt Locker</em> di Kathryn Bigelow- l&#8217;acclamato film di James Cameron si vede battere anche il primato che l&#8217;aveva visto protagonista dei botteghini degli ultimi mesi.</p>
<p>Lo scettro del record degli incassi del film più visto di questo inverno passa infatti a <em>Alice in Wonderland</em> di Tim Burton, con alle spalle - nella sola prima settimana di uscita - un incasso di oltre 210 milioni di dollari, di cui 10 milioni solo nel territorio italiano. Al secondo posto della classifica dei film più visti in Italia questo week-end, rimane stabile <em>Genitori &amp; Figli: Istruzioni per l&#8217;uso</em> di Giovanni Veronesi (secondo posto), <em>Invictus</em> di Clint Eastwood al terzo posto e la <em>new entry</em> di questa settimana, <em>Shutter Island </em>di Martin Scorsese, giunge al quinto posto.</p>
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		<title>Crazy Heart</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Grizzaffi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[A qualcuno piace caldo]]></category>

		<category><![CDATA[crazy-heart]]></category>

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		<description><![CDATA[Otis “Bad” Blake ha il country nel sangue. E anche parecchio whiskey. Il cammino verso l’autodistruzione, tra una bettola e l’altra a bordo di un’auto scassata, sembra già tracciato. Ma l’incontro con una giornalista alle prime armi lo costringerà ad affrontare i suoi demoni. E a fare di nuovo musica. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La storia - Otis “Bad” Blake ha il country nel sangue. E anche parecchio whiskey. Il cammino verso l’autodistruzione, tra una bettola e l’altra a bordo di un’auto scassata, sembra già tracciato. Ma l’incontro con una giornalista alle prime armi lo costringerà ad affrontare i suoi demoni. E a fare di nuovo musica.</h4>
<p>Una macchina percorre solitaria una strada nel deserto. Qualche secondo dopo, vediamo la stessa macchina e, nella direzione opposta, l’ordinario traffico urbano. L’esordio alla regia di Scott Cooper oscilla così fra le leggende sulla musica country, con i suoi eroi solitari armati di chitarra e bottiglia, i cappelli da cowboy e le strade polverose, e un rovescio della medaglia molto meno romantico: groupie troppo attempate, discografici succhiasangue, il finto country di idoli costruiti a tavolino. E riesce a catturare l’essenza ruvida e ribelle dei “bardi” del west, ma solo fino a un certo punto: fino a quando, cioè, a prevalere non è piuttosto una sceneggiatura troppo pulita, fin quando la crudezza di certe facce sfatte e invecchiate, e dei bidoni in cui Bad dà di stomaco durante il concerto non lasciano il posto a una <em>rehab</em> troppo repentina, fin quando, insomma, Hollywood non prevale sul “country”, quello vero.</p>
<p>Discutibile la scelta di non sottotitolare le canzoni, che sono un complemento imprescindibile della storia e vero specchio dell’anima dei personaggi.</p>
<p><em>Questo è un commento &#8220;a caldo&#8221;. </em></p>
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