“Milano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni” al “Cinema Mexico”

Pubblicato sotto "News" il 27 ottobre 2011
 

Nella foto, Milano durante la festa di elezione a sindaco di Giuliano Pisapia

Milano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni - film collettivo coordinato da Luca Mosso e Bruno Oliviero e prodotto da Filmmaker presentato al Festival internazionale di Locarno e al Milano Film Festival -sarà in programmazione al Cinema Mexico in via Savona 57, Milano da venerdì 28 ottobre a giovedì 3 novembre.

orari: 16.00 18.00 20.00 22.00 (giovedì 3: 16 e 18) alla proiezione di venerdì 28, h. 20, con i coordinatori e gli autori, saranno presenti Stefano Boeri, assessore alla Cultura, Expo, Moda e Design del Comune di Milano Matteo Salvini, consigliere comunale della Lega Nord.

Gli autori saranno in sala tutti i giorni alla proiezione delle 20.

Il film: Il 30 maggio 2011 Giuliano Pisapia viene eletto sindaco di Milano sconfiggendo Letizia Moratti. È il primo successo della sinistra in città dopo 18 anni di governo della destra, un cambiamento profondo è in atto. Il film è la cronaca dell’ultima settimana di campagna elettorale: grandi eventi collettivi si alternano a ristretti incontri al vertice, politici come Stefano Boeri, architetto da poco entrato in politica con il Partito Democratico, e Matteo Salvini, eurodeputato e capogruppo della Lega Nord in Comune, discutono con i cittadini e stringono le mani agli elettori. E, ciascuno con il suo stile, affrontano privatamente e sulla scena pubblica la situazione. I milanesi, consapevoli di essere al centro di una grande trasformazione, affollano le piazze e si colorano di arancione.

Redazione

Un Commento a ““Milano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni” al “Cinema Mexico””

  1. alejo scrive:

    Il documentario (lavoro collettivo di un team di giovani registi milanesi supervisionati da Luca Mosso e Bruno Oliviero) documenta l’ultima settimana di campagna elettorale dei due candidati sindaci, l’uscente Letizia Moratti (PDL) e Giuliano Pisapia (PD), nonché la vittoria di quest’ultimo. I registi hanno in particolare seguito le attività di due politici delle opposte fazioni: Stefano Boeri, architetto appartenente al PD, e Matteo Salvini, eurodeputato e capogruppo della Lega Nord (quindi alleato col PDL) nelle loro arringhe pubbliche e conferenze.
    Il punto di vista privilegiato è quello del PD (per cui il collettivo registico chiaramente parteggia), di cui si documentano assemblee, dichiarazioni e festa finale. Meno spazio si dà all’avversario, inoltre filmando maggiormente esponenti della lega piuttosto che del PDL. A prescindere dalle preferenze politiche i registi si limitano comunque a filmare senza commento le varie attività di propaganda politica che si succedono in questi 7 giorni, cercando di catturare l’ansia partecipativa della popolazione milanese all’evento, segno secondo i vincitori della profonda volontà degli elettori di cambiamento nell’amministrazione cittadina.
    L’entusiasmo delle folle che accolgono con ovazioni discorsi di intellettuali sostenitori del PD fanno da contraltare a discorsi beceri del fronte leghista, in modo da far apparire i primi necessariamente colti e progressisti, ed i secondi zotici e ignoranti (l’elettorato PDL pare invece del tutto assente). Se uno sbilanciamento di parte in un documentario politico è comunque scontato e inevitabile, è il concept dell’operazione che non convince: adatto più all’approfondimento da notiziario che alla sala cinematografica, questo film assomiglia molto ad un reportage giornalistico, mancando di qualunque registro filmico: nessuna ricerca estetica, nessun apparente commento da parte degli autori (che come abbiamo visto invece parlano eccome, attraverso il montaggio), solo l’obiettivo di riportare un fatto di cronaca politica, è un’operazione che interessa fino ad un certo punto.
    Assolve alla sua funzione di documento, ma non a quella di intrattenimento: più che un documentario è un lungo servizio televisivo che non si vede perchè debba essere trasmesso in un cinema. Interessante, ma cinematograficamente nullo.

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