[ Passione ]
La storia – Tra il documentario e il musical, frutto di sole quattro settimane di lavoro, il film racconta Napoli attraverso la musica. Protagonisti di tale viaggio sono i musicisti della nuova generazione della canzone napoletana (Avion Travel, Enzo Avitabile, Beppe Barra, Raiz, Pietra Montecorvino etc.) a cui fanno eco i volti e le voci di quei napoletani che cantanti non sono, ma che condividono con i professionisti l’uso espressivo delle proprie corde vocali come primario processo di alfabetizzazione.
Passione-un’avventura musicale di Turturro è un film da sentire, più che da vedere e ascoltare. Coadiuvato da F. Vacalebre (redattore e critico musicale de Il mattino), co-autore del film, il regista opera una ricerca musicale che tenta, allo stesso tempo, di essere una ricerca antropologica sulla napoletaneità. Lo sguardo di cui Turturro si fa portatore è quello di uno straniero che sente visceralmente la propria appartenenza a Napoli come luogo del mistero, dove il senso della tragedia è vissuto per strada e sentito da quegli elementi naturali che ne connaturano l’essenza (il fuoco e l’acqua). Ciò che si avverte è, infatti, una fascinazione, non priva di momenti di folklore, per una sorta di ricerca archetipica di volti e di gesti sul sentire umano.
Il ritmo, che sostanzia l’attenzione al dettaglio, al movimento e agli sguardi, si sposa con un intento di respiro intercontinentale, (la presenza dell’attore americano Max Casella che canta insieme a Beppe Barra e M’Barka Ben Taleb, la partecipazione della cantante portoghese Misia etc.), in grado di farci sentire stranieri in terra natìa e nativi in terra patria e in grado di evocare quei suoni il cui riverbero ci accomuna.
Questo è un commento “a caldo”.
Katiuscia Incarbone
