[ Qualcosa di speciale ]

La storia – Burke è uno psicoterapeuta che, grazie ai suoi libri, insegna alle persone segnate da un lutto a ritrovare fiducia in se stessi. Giunto a Seattle per tenere un seminario, Burke incontra Eloise, una giovane fioraia di “fresco lascito” delusa dal mondo maschile, con cui però è subito attrazione. Ma quella città è per lui fonte di tragici ricordi che metteranno alla prova il suo “io” interiore, da cui ha sempre distolto lo sguardo…

Seppur l’intro faccia ben sperare rimandando a tratti al Clooney di Up in the air, trascorsi i primi dieci minuti Qualcosa di speciale si rivela una pellicola piuttosto ordinaria, basata su facili cliches da dramma sentimentale (nell’ordine: un fidanzamento andato in malora, la morte, un fraintendimento tra i due nuovi amanti e le loro fastidiose paturnie), con un’unica reale missione: allietare le anime infrante di ritorno dagli amori estivi. E seppur l’happy ending sia già inscritto a chiare lettere nell’immagine della locandina, va però detto che Qualcosa di speciale compie una piccola differenza rispetto alle altre pellicole dal retrogusto diabetico: una riflessione (non così scontata) sulla soglia di sopportazione del dolore umano, che – come l’amore – altro non è che uno state of mind.

Un appunto: mentre la Aniston non riesce ancora a scollarsi dalla pelle il ruolo della brava e bontempona Rachel di Friends oramai dismesso da anni (e che provoca un effettivo prurito alle mani), Eckhart cerca invece di contenere il fastidio fisico che il suo ruolo da Frank T.J. Mackey (il Cruise di Magnolia, ndr) in versione (molto) puritana provoca in chi lo guarda. Impresa non da poco.

Questo è un commento “a caldo”.

Fabrizia Malgieri

Un Commento a “Qualcosa di speciale”

  1. [...] bene Toy Story 3, mentre invece ancora una volta la Aniston è segnata da un grande flop, quello di Qualcosa di speciale che – nonostante sia proiettato in oltre 800 sale – ha incassato in due giorni appena [...]

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