[ Affetti e dispetti ]

La storia – Raquel è da 23 anni la domestica dei Valdes, famiglia benestante e numerosa a cui è morbosamente affezionata. Quando la padrona di casa decide di alleggerirle il lavoro affiancandole una collega, Raquel reagisce come un animale ferito e cerca di sbarazzarsi crudelmente di tutte le candidate. Finché un giorno arriva Lucy, che la conquista con la sua spontaneità.

I premi che la protagonista Catalina Saavedra ha vinto come Miglior Attrice al Sundance Film Festival 2009 e al Torino Film Festival 2009 sono meritati. Meritatissimi. Quelli che La nana (titolo originale, decisamente migliore, di Affetti e dispetti) ha guadagnato agli stessi festival come Miglior Film Straniero, lo sono un po’ meno. Perché pur essendo un buon film, capace di strappare sorrisi e indurre alla tenerezza, è un film imperfetto. Dove i dialoghi, poco curati, poco efficaci, raccontano meno degli occhi sbarrati e del volto mobile di Raquel (e di tutti gli altri attori). Dove la sceneggiatura – che il regista cileno Sebastián Silva ha scritto ispirandosi alla sua infanzia e alle sue domestiche, a cui il film è dedicato – sembra lievemente sbilanciata, con una prima parte piuttosto lenta e ripetitiva e una seconda più corposa, che regala ritmo. E dove la regia avrebbe richiesto una mano più esperta (e forse più ferma) di quella di Silva, al suo secondo film. Aspettiamo il terzo, sicuri che le potenzialità intraviste in La nana saranno sfruttate.

Questo è un commento “a caldo”.

Glenda Manzi

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