[ Robin Hood ]
La storia – Robin Longstride, arciere al seguito di Riccardo Cuor di Leone in Terrasanta, alla morte di quest’ultimo fa ritorno in Inghilterra. Recatosi a Nottingham per mantenere la promessa fatta ad un cavaliere morente, vi trova le risposte agli interrogativi sul suo passato, l’amore di Lady Marion, e un regno da salvare.
Scott rilegge il mito di Robin Hood cercando di contestualizzarlo storicamente, e realizzando una sorta di prequel della leggenda comunemente tramandata. Nel farlo, si riallaccia idealmente a Le Crociate, non solo cronologicamente, ma anche dal punto di vista stilistico. I colori sono lividi, le battaglie, oltre che spettacolari, sembrano ambire al massimo grado di realismo della violenza – significativa la scelta di prediligere inquadrature dal basso, o comunque ad altezza d’uomo, nel cuore della mischia. Lo scontro finale sembra addirittura la versione con frecce e spade dello sbarco in Normandia messo in scena da Salvate il soldato Ryan. Eppure, non bastano una buona dose di humor ed immagini fortemente suggestive a far dimenticare la piattezza manichea dei personaggi, cui non sfugge nemmeno il protagonista, e certi stereotipi dell’epica secondo Hollywood.
I rumors che hanno preceduto la proiezione parlavano di un eroe attuale, in tempi di crisi economica. Ma in un film in cui i cattivi sono perfino troppo cattivi, e quindi i buoni sono costretti a battersi per un mondo più giusto, sarebbe meglio non lasciarsi andare a facili considerazioni etiche.
Questo è un commento “a caldo”.
Chiara Grizzaffi

[...] «Scott rilegge il mito di Robin Hood cercando di contestualizzarlo storicamente, e realizzando una sorta di prequel della leggenda comunemente tramandata. Nel farlo, si riallaccia idealmente a Le Crociate, non solo cronologicamente, ma anche dal punto di vista stilistico. I colori sono lividi, le battaglie, oltre che spettacolari, sembrano ambire al massimo grado di realismo della violenza – significativa la scelta di prediligere inquadrature dal basso, o comunque ad altezza d’uomo, nel cuore della mischia. Lo scontro finale sembra addirittura la versione con frecce e spade dello sbarco in Normandia messo in scena da Salvate il soldato Ryan.» Commento a caldo dopo la visione del film di Chiara Grizzaffi, Duellanti.it [...]
Mi prendo la responsabilità nel dire che questo film è semplicemente una m***a.
Si, esatto, una m***a!
Che l’abbia diretto Scott e che sia interpretato da Crowe non cambia di certo il risultato: è un filmaccio, stop! Al vano tentativo di mischiare storia vera (magna carta libertatum, Giovanni SenzaTerra) e leggenda (stravolta al massimo)e visioni hollywoodiane della storia (Il trucchetto di cambiare la storia vera con quella inventata vedi Il Gladiatore, vedi Troy…), si aggiungono scene battaglie che forse Michael Bay avrebbe diretto mille volte meglio.
Se non c’è trama, non c’è leggenda, non c’è interpretazione (Crowe che sembra ancora porti le vesti de Il Gladiatore…) e oltretutto trooooooooooooooooooooooooooppe coincidenze che neanche la Disney riuscirebbe a partorire, fanno di questo film…
una m***a, appunto!