Il Festival di Cans è giunto al termine…
Pubblicato sotto "Galizia dentro" il 26 maggio 2010Nessun refuso. Avete letto bene. Cans, non Cannes. Mentre in Francia il galiziano Oliver Laxe riceveva il premio FIPRESCI per il documentario Todos vós sodes capitáns presentato nella Quinzaine de realisateurs… in Galizia, precisamente a Cans, il concerto dei The Ellas, gruppo dell’attore Luis Tosar, chiudeva i battenti di uno dei festival di cortometraggi più divertenti del mondo.
Il Festival di Cans è a metà strada tra il Midnight Sun Film Festival dei fratelli Kaurismäki e una sagra di paese –ma qui, oltre ai fiumi di birra, aggiungeteci l’Albariño, un vino bianco locale. Il paesino di Cans, giocando con la quasi omonimia con la città francese, in questi anni è riuscito creare un autentico festival a partire da e non su un territorio. I cittadini, oltre a far parte della giuria, danno a disposizione cascine per le proiezioni e pollai per i concerti, accompagnando inoltre l’ingresso degli ospiti celebri su dei trattori (chimpibuses).
Una grande ironia accompagna l’evento. Oltre alla passerella già citata, c’è anche una personale “via delle stelle” nella piazza della chiesa. Qui, registi e attori, a quattro zampe, devono lasciare un’impronta con le dita della mano nel cemento, imitando quella di un cane (cans significa cani). Poi ci sono le feste agroglamour, i riconoscimenti alla carriera chiamati pedigree…
Comunque, nonostante l’atmosfera divertente, il Festival di Cans non è una presa in giro. È una manifestazione seria che, giunta alla settima edizione, è riuscita nel difficile compito di far riavvicinare al cinema la comunità di un paesino di 400 abitanti. E di creare inoltre un rapporto diretto tra professionisti del settore dell’audiovisivo e pubblico. Insomma, un luogo di (condi)visioni aperto a tutti: dai cinefili ai cinofili.
Simone Saibene


Hahah, sai che stavo proprio per dirti che dovevi scrivere qualcosa su questo festival!
Le (condi)visioni mi rammentano il cinema (De)Genere. Bei tempi! elena