[ Fratelli d’Italia ]
La storia – Frutto di un’esperienza didattica in un liceo di Ostia, il film documentario Fratelli d’Italia racconta le vicende di tre ragazzi di origine straniera: Alin, rumeno, vive da quattro anni in Italia e ha un rapporto conflittuale con i compagni e i professori; Masha, bielorussa, è stata adottata da una famiglia italiana e vorrebbe incontrare suo fratello; Nader, egiziano nato a Roma, è fidanzato con una ragazza italiana contro il volere dei suoi genitori.
L’Ostia di Fratelli d’Italia è racchiusa in precisi confini, territoriali e di messa in scena: il mare, visto dalla spiaggia, la periferia, luogo insieme di transito e identitario, e la scuola, ancora una volta crocevia illuminante delle dinamiche affettive e istituzionali, dopo il bellissimo Signori professori di Maura Delpero. Una scuola dove gli insegnanti sono signori professori (nel senso di età, esperienza, stanchezza) e i ragazzi sono, semplicemente, adolescenti.
Gli spiragli più stimolanti del film si situano nelle pieghe della narrazione: tra un comprensibile “ma io sta canzone non l’ho mai capita” riferito all’inno italiano e un razzismo verso i “negri” dichiarato da un italo egiziano, graffiti improvvisati e feste in discoteche per soli rumeni perché “gli italiani devono tornare presto”, gli Alin, i Masha e i Nader mostrano di possedere un’identità italiana spesso più consapevole e viva di molti coetanei autoctoni, difetti, debolezze e irriverenze compresi.
Questo è un commento “a caldo”.
Mimmo Gianneri

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