Festival Schermi d’amore – 14sima Edizione

Sd'A manifesto 2010 11:Layout 1Anche questa primavera, nella sala del Cinema Kappadue di Verona si canteranno le lodi dell’amore e della vita con trenta pellicole del passato e del presente, dove il mélo, come gli anni scorsi, si intreccerà ad altri generi quali il thriller, la commedia e il musical.

Seppure senza clamore, il Festival festeggia quest’anno un traguardo importante: i quarant’anni della manifestazione. Risale, infatti, al 1970 l’avvio della Settimana Cinematografica Internazionale, che presentava annualmente la cinematografia di un paese o di un gruppo di nazioni accomunate da storia e cultura. Nel 1996 la rassegna si trasformò in Schermi d’Amore, festival del cinema sentimentale e mélo, appuntamento che si è imposto negli anni per la sua precisa e riconoscibile identità.

Ora il Festival, con le sue trasformazioni volute o dovute, entra in una nuova fase, interrogandosi sul significato della vita. Non nel senso beffardo dei Monty Python in The Meaning of Life, ma attraverso le testimonianze di vite reali trasposte al cinema, vite in cui l’amore è sempre al centro.

LE SEZIONI

CONCORSO: IL PRIMO “SCHERMI D’AMORE” NON SI SCORDA MAI

Cuore del Festival del cinema mélo è il Concorso che raccoglie 10 film inediti tutti di recente produzione e diversa nazionalità. Quest’anno, per festeggiare i 40 anni della manifestazione, sono state scelte le ultime pellicole di registi già ospitati in passato a Schermi d’Amore

ANTEPRIME: LEZIONI DI POESIA – 14 “SCHERMI D’AMORE” PER UN SONETTO

Alcune interessanti anteprime di pellicole molto attese sono riservate agli spettatori. Fra tutte si sottolinea il lavoro di Jane Campion, regista e sceneggiatrice neozelandese, già autrice di intensi ritratti al femminile (Un angelo alla mia tavola, Lezioni di piano, Ritratto di signora), che torna al genere biografico per raccontarci gli ultimi tre anni di vita del poeta John Keats (Ben Winshaw), simile a una rockstar romantica infuocata dall’amore per la musa “Fanny” Brawne (Abbie Cornish), fino alla morte prematura in Italia.

Dear John, invece, è l’incipit di una lettera scritta da Amanda Seyfried (Mamma mia!). Non è Letters to Juliet, che l’attrice ha girato a Verona nei panni di novella Giulietta e che sarà a breve nelle sale, ma un film ambientato alla vigilia dell’11 settembre. Tratto dal romanzo di Nicholas Sparks (Ricordati di guardare la luna) e diretto da Lasse Hallström (Chocolat), è la storia di un amore contrastato, sullo sfondo dalle ultime vicende belliche americane. Cosa voglio di più, verrebbe da chiedersi, ed ecco che a risponderci c’è Silvio Soldini (Pane e tulipani, Giorni e nuvole) col suo nuovo dramma romantico, presentato al Festival di Berlino, protagonisti i due talenti-rivelazione della nostra cinematografia: Pierfrancesco Favino (Baciami ancora) e Alba Rohrwacher (Il papà di Giovanna), qui impegnati in scene molto appassionate.

OMAGGIO A MIGUEL ALBALADEJO: NUOVO CINEMA SPAGNOLO

Ospite di quest’anno è Miguel Albaladejo (1966), regista e sceneggiatore spagnolo inedito in Italia, che il Festival avrà il piacere di far scoprire al nostro pubblico – come avvenne l’anno scorso con Isabelle Coixet – attraverso una selezione delle sue opere migliori.

L’omaggio, curato da Nuria Vidal, critica e saggista di Barcellona (che si è già occupata delle rassegne dedicate al melodramma spagnolo nel 2000, a Gerardo Herrero nel 2007 e a Isabel Coixet nel 2009), ripercorre la carriera di Albaladejo dagli esordi a oggi. La sua storia sembra quella di Nuovo Cinema Paradiso: la sua famiglia possiede un cinema e il fratello maggiore ne è il proiezionista, così il giovane Miguel cresce tra le pellicole: Buñuel, Truffaut, Bertolucci, Woody Allen e gli altri grandi degli anni ’70.

L’esordio nel lungometraggio è nel 1998 con la commedia sentimentale La primera noche de mi vida, premiata con un Goya – l’Oscar iberico – per la miglior opera prima. Seguono altri film, tra cui il film a episodi Ataque verbal (1999) e il romantico El cielo abierto (premio per il miglior film a Schermi d’Amore nel 2002), protagonisti Sergi López e Mariola Fuentes. L’anno seguente è la volta del drammatico Rencor (2002), mentre Cachorro (2004) segna il ritorno alla commedia. L’ultimo film realizzato, Nacidas para sufrir, con uno splendido cast tutto al femminile, è stato presentato poche settimane fa nella sezione Panorama al Festival di Berlino.

IL CINEMA DI KEN RUSSELL: L’ALTRA FACCIA DELLA BIOGRAFIA

Schermi d’Amore continua il lavoro di recupero di pellicole classiche e, quest’anno, propone una rassegna selezionata del visionario regista inglese Ken Russell (1927).

Molto in voga negli anni ’70, grazie a una prorompente personalità e a uno stile esuberante ed esasperato, insieme ai temi scabrosi e scandalosi da lui trattati, Russell predilesse il genere biopic, affrontando le vite di grandi musicisti (Tchaikovskij, Mahler, Liszt), scultori (Henri Gaudier), attori (Rodolfo Valentino) o ricreando le atmosfere dei palcoscenici americani di Busby Berkeley (Il boy friend) e degli amori inglesi di David H. Lawrence (Donne in amore).

I suoi film, come spesso accade alle “mode”, ebbero molto successo trent’anni fa e poi furono dimenticati. Il Festival li ripropone, permettendo al pubblico di rivederle apprezzandone, a distanza di molti anni, il loro valore e le grandi interpretazioni di molti volti indimenticabili come Glenda Jackson, Alan Bates, Oliver Reed, Vanessa Redgrave, Richard Chamberlain, Twiggy, Robert Powell, Rudolf Nureyev.

THE MUSIC LOVERS: LE VITE SOGNATE DEGLI ARTISTI

Pendant ideale della retrospettiva su Ken Russell, questa sezione illustra il genere biopic (la biografia cinematografica) cui Schermi d’Amore dedicherà in futuro altri approfondimenti. Si inizia con questa, i cui protagonisti sono compositori e musicisti, per ascoltare e vedere, oltre ai ritratti russelliani di Tchaikovskij e Mahler, quelli di Chopin (L’eterna armonia), George Gershwin (Rapsodia in blu), Bix Beiderbecke (Chimere), famoso trombettista bianco (cui anche Pupi Avati dedicò un film) interpretato da Kirk Douglas con Lauren Bacall, e del cast all black di Stormy Weather, film-rivista che raccoglie come in un’antologia le esibizioni di molti artisti famosi, tutti neri (Bill “Bojangles” Robinson, Lena Horne, Ada Brown, Cab Calloway e la sua banda, Fats Waller, Dooley Wilson e altri ancora).

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