[ Christine Cristina ]

La storia – Francia, 1380-1430. Cristina da Pizzano è una dama italiana cresciuta alla corte di re Carlo V. Alla sua morte, rimasta vedova e con due figli piccoli, Cristina (Christine per i francesi) discende negli “inferi” dei bassifondi parigini, guidata dal cantastorie Charleton. Riuscirà a risalire la china proprio raccontando in forma di poesia quel mondo e i suoi abitanti, sempre sostenuta dal teologo illuminato Gerson.

In un film che celebra il potere evocativo della parola, vera e verace rispetto alla vacua infiorettatura del Roman de la Rose e di altri “vati” suoi emuli, l’immagine si ritrae in forma di didascalia e si mette del tutto al servizio di questa storia esemplare, provvista di tutti gli ingredienti di una fiction televisiva d’altri tempi e ritmi: una manichea divisione tra aristocratici malvagi e poveri di gran cuore, un mentore rozzo e beone e un altro casto e di fini letture, il commento sonoro di un liuto un po’ troppo insistente. Madre coraggiosa che tiene per mano i due figli bambini anche nei momenti più bui, quando Cristina/Amanda Sandrelli dispensa loro un tozzo di pane e improvvisa scanzonate rime baciate per allietarli sembra richiamarsi alla forza d’animo della protagonista de La prima cosa bella, altra madre indomita interpretata in due diverse età della vita da Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli.

La Sandrelli senior esordisce qui invece in veste di regista al fianco del compagno di vita Giovanni Soldati. La sceneggiatura, oltre alla regista e a Marco Tiberi, vede impegnata un’altra accoppiata padre-figlio: Giacomo e Furio Scarpelli alla sua ultima collaborazione.

Questo è un commento “a caldo”.

Elena Gipponi

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