[ Iron Man 2 ]
La storia – Ora che il mondo conosce la sua doppia identità, il miliardario Tony Stark deve affrontare le pressioni del governo, della stampa e dei militari che vorrebbero che lui condividesse con loro la sua strabiliante tecnologia militare. Ma c’è anche un nuovo nemico con cui Iron Man deve scontrarsi, Ivan Vanko.
Ci sono vari modi di dribblare la maledizione che incombe su ogni sequel; Iron Man 2 sceglie l’onestà. Sono infatti intensificati senza pudore tutti gli ingredienti che avevano decretato il successo del primo episodio: le azioni spettacolari, il disimpegno (il tema etico legato alle armi è qui utilizzato per lo più come spunto per le gags), l’adorabile narcisismo di Tony Stark, esaltato dalla popolarità mediatica raggiunta. L’unico problema è che, infoltendo la schiera di nemici illustri e le linee narrative (la lotta contro Hammer, quella contro Ivan Vanko, il conflitto postumo con il padre Howard Stark, il palladio nel petto), il film procura allo spettatore la sensazione di non riuscire a cogliere quale vera motivazione spinga Iron Man alla lotta. Viene meno insomma il meccanismo identificativo che sta alla base di questo genere cinematografico e che può prendere avvio solo da un conflitto interiore chiaro. Quello che tormenta Stark risulta invece fumoso, forse in attesa di svelarsi completamente in un terzo episodio.
Questo è un commento “a caldo”.
Francesca Monti

Difficile per Tony Stark bilanciare fama, carriera, ed imprese eroistiche, anche considerando le pressioni del governo per cercare di ottenere la liberalizzazione dell’arma inventata dallo scienziato imprenditore. Aggiungiamoci anche il solito pazzo criminale ipertecnologico sovietico (Mickey Rourke) ed ecco pronto il secondo capitolo della saga.
Una sola sequenza memorabile (lo scontro buono/cattivo sul circuito di Montecarlo) non basta a reggere tutto un film che si trascina un pò faticosamente per due ore, riciclando situazioni del primo film senza tentare nuove strade. la battaglia finale poi è di una brevità sconvolgente e per nulla gratificante. Mickey Rourke appare poco e dice ancora meno, è una presenza sprecata. Scarlet Joahnsonn, in un ruolo ancora più piccolo ed inutile, si fa notare invece di più grazie al suo naturale sex-appeal, ma è comunque una piccola consolazione. Divertente, ma non al livello del primo.
Come al solito, il finalino in coda ai titoli lascia le porte aperte al numero 3. Qualcuno scommette sul 3D?
Voto: 2/5