Vincitori concorso “Scrivi una recensione su “Lourdes”"
Pubblicato sotto "duellanti.com" il 4 marzo 2010
A seguito dell’anteprima di Lourdes di Jessica Hausner tenutasi al cinema Palestrina lo scorso 9 febbraio, duellanti.com ha indetto un concorso collaterale ai presenti all’evento: scrivere una breve recensione sul film, con in palio una copia autografata con dedica di Palpebre, l’avvincente romanzo thriller di Gianni Canova, e un abbonamento semestrale alla rivista duellanti.
Giudici insindacabili del concorso Gianni Canova, direttore di duellanti, e Massimo Rota, direttore responsabile di duellanti. Di seguito i due vincitori:
- Elena Marazzi – vincitrice della copia di Palpebre, la migliore secondo Gianni Canova.
- Enrica Edantippe – vincitrice di un abbonamento semestrale a duellanti – mensile di cinema e…, la migliore secondo Massimo Rota.
Di seguito, i testi delle vincitrici.
Al prossimo concorso!
Lourdes secondo Enrica Edantippe:
“Lourdes è un film che fa riflettere.
In un contesto altamente burocraticizzato, denso di una ritualità il cui senso sembra perduto, emergono le figure di pellegrini, volontari, religiosi, lontanissime dalla dimensione sacra.
Quasi patologica la ricerca continua da parte dei pellegrini delle ragioni razionali al miracolo, dei modi per ottenerlo, per quali motivi capita ad uno piuttosto che ad un altro. In alcuni casi sono spettatori di tiepida fede, pronti a demistificare avvenimenti incredibili e ridurli alla normalità. Solo un silenzioso aiuto sembra essere di qualche reale sostegno.
I volontari, che inizialmente sembrano sinceri sostenitori di speranza, appaiono più interessati alla vita mondana, parchi nel donare e talvolta gelosi di quell’attenzione che loro stessi dovrebbero dare ai malati. O carichi di speranza perché malati anch’essi.
Non c’è risposta nei riti, nelle vetrine sfavillanti di souvenir della capitale della Vergine, nelle risposte vuote e scontate dei religiosi (agghiacciante la barzelletta su Lourdes).
Christine, la miracolata, che ha ripreso l’uso degli arti dopo anni in carrozzina, ha davvero pochissimo delle qualità in fatto di fede e umiltà di chi, secondo l’immaginario comune, dovrebbe ricevere tale dono. E questo fatto, di cui si ha una costante necessità di verifica e in cui quasi nessuno sembra credere, solo in apparenza schiude le porte di una vita “normale”.
La conclusione è amara: fuori dal pellegrinaggio i malati sono soli, riprendere a camminare non sembra salvare dall’essere esclusi da una vita che “scorre senza di me”. Christine torna a sedersi in carrozzina, lasciandoci il dubbio se si sia trattato di un miracolo o di un’illusione.”
Lourdes secondo Elena Marazzi:
“Un vero “viaggio della speranza”, sia per coloro che cercano il miracolo
divino, la guarigione impossibile, sia per coloro che cercano il miracolo quotidiano,
umano, la possibilità di vivere anche solo per poco al di fuori della
spaventosa e frustrante ripetitività che è la vita di un malato. Ma tanti sono
coloro che cercano il miracolo a Lourdes, così tanti che la fede non può farsi
che rito pubblico, massificato al punto da essere irrimediabilmente impersonale,
sempre più fine a sè stesso, rispecchiando, invece di contrastare, la fredda
monotonia da cui invece si vuole (tutti) fuggire. E quando improvvisamente
il miracolo (divino?) accade, ecco che quello che tutti sembrano cercare si
rivela quanto di più inaspettato, ciò che non si può prevedere nè spiegare,
che non si lascia ricondurre alla quotidianità, monotona ma semplice, sicura.
Ancora una volta la paura dell’ignoto, dell’inesprimibile, coglie la maggior
parte di noi, modulandosi nelle molte sfaccettature della gioia ma soprattutto
dello stupore, dell’incredulità, dell’invidia, del dispetto, che la regista (con
sforzo documentaristico non solo per i luoghi, ma per le emozioni) riesce così
bene a cogliere ed esprimere.”
Redazione