[ Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il ladro di fulmini ]
La storia – Percy Jackson è un adolescente dislessico e iperattivo, che vive a New York con sua mamma e il compagno lavativo. Nel corso di una visita al Museo di arte antica, Percy viene attaccato da una Furia che lo accusa di aver rubato la folgore del divino Zeus ed è in quel momento che il ragazzo apprende di essere il figlio di Poseidone.
C’è una regola che dovrebbe essere imposta nella cinematografia statunitense, come una sorta di primo comandamento: impedire ai registi stelle&strisce di raccontare la storia e la mitologia dell’Antica Grecia. Se già prodotti come Troy e 300 ci avevano fatto dubitare delle loro effettive (in)competenze in materia, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo infligge il colpo di grazia. Tuttavia, tralasciando gli evidenti strafalcioni che trasudano dall’intera pellicola e la reinvenzione bizzarra di alcuni topoi della mitologia greca - come la porta dell’Oltretomba ai piedi della scritta Hollywood e l’ingresso dell’Olimpo all’ultimo piano dell’Empire State Building (!) - Percy Jackson è una commedia fantasy che scorre leggera, senza alcuna pretesa di indottrinamento culturale o morale (per una volta), ma che rilegge il tipico viaggio dell’eroe classico in chiave 2000’s, infarcendola di musica amata dai teen, di battute strippanti (geniale il satiro apprendista, fedele scudiero del semi-dio) e di giovani star dagli occhi blu.
E a chi si aspetta un bis di Harry Potter rimarrà deluso: gli unici elementi che le due pellicole condividono sono un regista oramai consacrato ai kolossal per ragazzi e gli effetti speciali, rimasti incredibilmente inalterati rispetto al primo episodio della saga harrypottiana diretto dallo stesso Columbus.
Questo è un commento “a caldo”.
Fabrizia Malgieri
