<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Le due cadute del Paese delle Meraviglie: Burton e McGee</title>
	<atom:link href="http://www.duellanti.com/2010/03/le-due-cadute-del-paese-delle-meraviglie-burton-e-mcgee/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.duellanti.com/2010/03/le-due-cadute-del-paese-delle-meraviglie-burton-e-mcgee/</link>
	<description>Rivista di cinema e...</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 12:39:26 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: Carmen</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/le-due-cadute-del-paese-delle-meraviglie-burton-e-mcgee/comment-page-1/#comment-1560</link>
		<dc:creator>Carmen</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 19:36:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.duellanti.com/?p=3543#comment-1560</guid>
		<description>sicuramente Burton costituisce una categoria a se stante, nel senso di non ricollegabile ad altro nel panorama cinematografico contemporaneo!a scanso di equivoci (autogeneratisi a causa delle esasperate aspettative dei fans!) se Burton avesse voluto realizzare seriamente una versione &quot;da incubo&quot; forse non si sarebbe legato alla Disney (che con tutta la buona volontà &quot;da incubo&quot;in senso stretto non ha mai prodotto nulla).Il marchio Disney doveva cmnq ammonire sui limiti che il film poteva comportare, per quanto Burtoniano!Inoltre, prima dell&#039;uscita del film, il regista ha rilasciato tutta una serie di dichiarazioni in cui apertamente invitava a non pensare alla sua Alice rifacendosi al proprio repertorio passato o ad altre trasposizioni conosciute.Appunto Burton è innovazione.Solo che a volte quando l&#039;innovazione non combacia con l&#039;orizzonte di aspettative perde fascino e interesse.
In conclusione, ciò che mi dispiace, da ammiratrice dei film di Burton, è che fiumi di inchiostro si sono versati nel ribadire il semplice concetto che da Burton ci si aspettava più angoscia e turbamento, senza provare al contempo anche a capire il testo che ha realizzato, qualsiasi &quot;roba&quot; sia (rispetto al racconto originale ha rotto almeno 2 clichè: ha dato ad Alice una psicologia riflessiva e reattiva e ha rotto la conclusione circolare, per cui Alice non torna al punto di partenza, bensì è proiettata nel proprio futuro).A fronte di una critica ufficiale e generalizzata piatta e rindondante, l&#039;art.&quot;Le due cadute del Paese delle Meraviglie&quot; mi è sembrata una speculazione esagerata per il tono di asserzione, e non di semplice approfondimento, con cui senza riserve di sorta afferma che &quot;L’annuncio di Tim Burton’s Alice in Wonderland porta inevitabilmente alla mente McGee. Ovvero, da Burton ci si aspettava la cinematografizzazione dell’incubo di American McGee’s Alice&quot; come se fosse una verità assodata!!!
Ora,sicuramente non è assodato neppure che &quot;Chi ama l’autore ha trovato Burton anche nella sua versione, apertamente disneyana, di Alice&quot; tuttavia, fatto salvo e santo il diritto/dovere della critica a promuovere opinioni divergenti e confronto, indagare più approfonditamente le intenzioni dell&#039;autore sarebbe più opportuno e più informativo che limitarsi ad indagare l&#039;idea che i più avevano in mente.
vi ringrazio cmnq di aver aperto un dibattito costrutivo sul tema!;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sicuramente Burton costituisce una categoria a se stante, nel senso di non ricollegabile ad altro nel panorama cinematografico contemporaneo!a scanso di equivoci (autogeneratisi a causa delle esasperate aspettative dei fans!) se Burton avesse voluto realizzare seriamente una versione &#8220;da incubo&#8221; forse non si sarebbe legato alla Disney (che con tutta la buona volontà &#8220;da incubo&#8221;in senso stretto non ha mai prodotto nulla).Il marchio Disney doveva cmnq ammonire sui limiti che il film poteva comportare, per quanto Burtoniano!Inoltre, prima dell&#8217;uscita del film, il regista ha rilasciato tutta una serie di dichiarazioni in cui apertamente invitava a non pensare alla sua Alice rifacendosi al proprio repertorio passato o ad altre trasposizioni conosciute.Appunto Burton è innovazione.Solo che a volte quando l&#8217;innovazione non combacia con l&#8217;orizzonte di aspettative perde fascino e interesse.<br />
In conclusione, ciò che mi dispiace, da ammiratrice dei film di Burton, è che fiumi di inchiostro si sono versati nel ribadire il semplice concetto che da Burton ci si aspettava più angoscia e turbamento, senza provare al contempo anche a capire il testo che ha realizzato, qualsiasi &#8220;roba&#8221; sia (rispetto al racconto originale ha rotto almeno 2 clichè: ha dato ad Alice una psicologia riflessiva e reattiva e ha rotto la conclusione circolare, per cui Alice non torna al punto di partenza, bensì è proiettata nel proprio futuro).A fronte di una critica ufficiale e generalizzata piatta e rindondante, l&#8217;art.&#8221;Le due cadute del Paese delle Meraviglie&#8221; mi è sembrata una speculazione esagerata per il tono di asserzione, e non di semplice approfondimento, con cui senza riserve di sorta afferma che &#8220;L’annuncio di Tim Burton’s Alice in Wonderland porta inevitabilmente alla mente McGee. Ovvero, da Burton ci si aspettava la cinematografizzazione dell’incubo di American McGee’s Alice&#8221; come se fosse una verità assodata!!!<br />
Ora,sicuramente non è assodato neppure che &#8220;Chi ama l’autore ha trovato Burton anche nella sua versione, apertamente disneyana, di Alice&#8221; tuttavia, fatto salvo e santo il diritto/dovere della critica a promuovere opinioni divergenti e confronto, indagare più approfonditamente le intenzioni dell&#8217;autore sarebbe più opportuno e più informativo che limitarsi ad indagare l&#8217;idea che i più avevano in mente.<br />
vi ringrazio cmnq di aver aperto un dibattito costrutivo sul tema!;-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabrizia Malgieri</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/le-due-cadute-del-paese-delle-meraviglie-burton-e-mcgee/comment-page-1/#comment-1554</link>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 16:39:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.duellanti.com/?p=3543#comment-1554</guid>
		<description>Quello di Svankmajer l&#039;ho sempre visto a pezzi su youtube ed effettivamente mi manca una visione totale dell&#039;opera. Mi rifarò, Roberto! Io rimango ancora fortemente legata (più per una questione affettiva, lo ammetto) alla versione del 1972 firmata da William Sterling, con Peter Sellers nei panni della Lepre Marzolina per intenderci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello di Svankmajer l&#8217;ho sempre visto a pezzi su youtube ed effettivamente mi manca una visione totale dell&#8217;opera. Mi rifarò, Roberto! Io rimango ancora fortemente legata (più per una questione affettiva, lo ammetto) alla versione del 1972 firmata da William Sterling, con Peter Sellers nei panni della Lepre Marzolina per intenderci.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Simeoni</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/le-due-cadute-del-paese-delle-meraviglie-burton-e-mcgee/comment-page-1/#comment-1549</link>
		<dc:creator>Roberto Simeoni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 17:28:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.duellanti.com/?p=3543#comment-1549</guid>
		<description>Sono completamente d&#039;accordo con Fabrizia Malgieri, come avevo già scritto a suo tempo nel commento &quot;a caldo&quot;. Confesso che non conoscevo la versione videogame, molto intrigante; questo aumenta il rammarico complessivo. Aggiungo un altro riferimento (di cui avevo già accennato a suo tempo, ma che nessuno aveva raccolto): qualcuno ha visto la versione a pupazzi animati con una bambina vera come protagonista di quel &quot;geniaccio&quot; di Svankmajer? Secondo me, se Burton si fosse ispirato a quella versione avrebbe fatto centro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono completamente d&#8217;accordo con Fabrizia Malgieri, come avevo già scritto a suo tempo nel commento &#8220;a caldo&#8221;. Confesso che non conoscevo la versione videogame, molto intrigante; questo aumenta il rammarico complessivo. Aggiungo un altro riferimento (di cui avevo già accennato a suo tempo, ma che nessuno aveva raccolto): qualcuno ha visto la versione a pupazzi animati con una bambina vera come protagonista di quel &#8220;geniaccio&#8221; di Svankmajer? Secondo me, se Burton si fosse ispirato a quella versione avrebbe fatto centro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabrizia Malgieri</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/le-due-cadute-del-paese-delle-meraviglie-burton-e-mcgee/comment-page-1/#comment-1547</link>
		<dc:creator>Fabrizia Malgieri</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 09:30:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.duellanti.com/?p=3543#comment-1547</guid>
		<description>Ti dirò, Carmen...in questa versione di &quot;Alice&quot; Burton si percepisce in modo molto sommario. L&#039;unico grande personaggio reduce dalla sua grande immaginazione, a mio parere, è solo la Regina Rossa. Anzi, come ho scritto in un commento nella visione del film, ti dirò di più: c&#039;è stato un grande superamento del concetto di freak rispetto al passato. Il freak non è più un essere isolato che tenta di normalizzarsi (fallendo, come nel caso di Edward Mani di Forbici), ma diventa un personaggio &quot;più temuto che amato&quot;. E&#039; lui a dettare legge, spingendo gli altri a indossare nasi finti e protesi per fare in modo che siano gli altri ad adattarsi a lui. Questo, secondo me, è l&#039;unico frammento burtoniano interessante che rimane nella pellicola. Secondo me, Burton non si limita a firmare &quot;fantasy sui generis goticheggianti&quot; perchè sembrerebbe quasi volerlo inserire forzatamente in una categoria (anche perchè a smentirlo ci sono Big Fish e Ed Wood, per non parlare di Mars Attacks! e altre pellicole.), cosa che a mio parere ha sempre cercato di evitare. In questo ha sempre cercato di essere originale. E il fatto che lo si rimandi ad una categorizzazione, vuol dire che sta perdendo il suo grande appeal. Se, come dice Lorenzo, avesse riletto in chiave da incubo il meraviglioso racconto di Carroll avrebbe finalmente infranto un clichè, superando quella zuccherosità gratuita che già il film Disney ci aveva abbondantemente regalato a suo tempo. Non basta fare una fotografia grigia e un paio di personaggi stravaganti (e secondo me anche mal riusciti...vedi il cappellaio matto) per dire &quot;Questo è Burton&quot;. Burton è innovazione, non questa &quot;roba&quot;. Probabilmente non c&#039;è nessuna indagine di mercato che avrebbe richiesto una visione di Burton come American McGee&#039;s Alice (anche se, girovagando in giro, posso assicurarti che molti avevano questa idea in testa! :) ), ma sicuramente non c&#039;è un&#039;altrettanta indagine che dimostra che questa era la visione che da lui ci si aspettava. Anzi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti dirò, Carmen&#8230;in questa versione di &#8220;Alice&#8221; Burton si percepisce in modo molto sommario. L&#8217;unico grande personaggio reduce dalla sua grande immaginazione, a mio parere, è solo la Regina Rossa. Anzi, come ho scritto in un commento nella visione del film, ti dirò di più: c&#8217;è stato un grande superamento del concetto di freak rispetto al passato. Il freak non è più un essere isolato che tenta di normalizzarsi (fallendo, come nel caso di Edward Mani di Forbici), ma diventa un personaggio &#8220;più temuto che amato&#8221;. E&#8217; lui a dettare legge, spingendo gli altri a indossare nasi finti e protesi per fare in modo che siano gli altri ad adattarsi a lui. Questo, secondo me, è l&#8217;unico frammento burtoniano interessante che rimane nella pellicola. Secondo me, Burton non si limita a firmare &#8220;fantasy sui generis goticheggianti&#8221; perchè sembrerebbe quasi volerlo inserire forzatamente in una categoria (anche perchè a smentirlo ci sono Big Fish e Ed Wood, per non parlare di Mars Attacks! e altre pellicole.), cosa che a mio parere ha sempre cercato di evitare. In questo ha sempre cercato di essere originale. E il fatto che lo si rimandi ad una categorizzazione, vuol dire che sta perdendo il suo grande appeal. Se, come dice Lorenzo, avesse riletto in chiave da incubo il meraviglioso racconto di Carroll avrebbe finalmente infranto un clichè, superando quella zuccherosità gratuita che già il film Disney ci aveva abbondantemente regalato a suo tempo. Non basta fare una fotografia grigia e un paio di personaggi stravaganti (e secondo me anche mal riusciti&#8230;vedi il cappellaio matto) per dire &#8220;Questo è Burton&#8221;. Burton è innovazione, non questa &#8220;roba&#8221;. Probabilmente non c&#8217;è nessuna indagine di mercato che avrebbe richiesto una visione di Burton come American McGee&#8217;s Alice (anche se, girovagando in giro, posso assicurarti che molti avevano questa idea in testa! <img src='http://www.duellanti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ), ma sicuramente non c&#8217;è un&#8217;altrettanta indagine che dimostra che questa era la visione che da lui ci si aspettava. Anzi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Mosna</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/le-due-cadute-del-paese-delle-meraviglie-burton-e-mcgee/comment-page-1/#comment-1545</link>
		<dc:creator>Lorenzo Mosna</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 21:03:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.duellanti.com/?p=3543#comment-1545</guid>
		<description>Odio rispondere alle domande con una domanda, comunque esiste un&#039;indagine di mercato in grado di attestare che &quot;chi ama Burton ha amato anche la sua versione apertamente disneyana di Alice&quot;? ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Odio rispondere alle domande con una domanda, comunque esiste un&#8217;indagine di mercato in grado di attestare che &#8220;chi ama Burton ha amato anche la sua versione apertamente disneyana di Alice&#8221;? <img src='http://www.duellanti.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carmen</title>
		<link>http://www.duellanti.com/2010/03/le-due-cadute-del-paese-delle-meraviglie-burton-e-mcgee/comment-page-1/#comment-1538</link>
		<dc:creator>Carmen</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 19:06:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.duellanti.com/?p=3543#comment-1538</guid>
		<description>ma per caso, c&#039;è stata una dimostrabile indagine di mercato per cui si attesta che &quot;... da Burton ci si aspettava la cinematografizzazione dell’incubo di American McGee’s Alice&quot; o simili?? 
In tutta questa &quot;discorsivizzazione&quot; (ovvero parlare, parlare per creare il fenomeno di pensiero) si omette che Burton firma fantasy sui generis goticheggianti nell&#039;atmosfera di mistero e tendenti al massimo al grottesco e non film di genere horror.
Chi ama l&#039;autore ha trovato Burton anche nella sua versione, apertamente disneyana, di Alice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma per caso, c&#8217;è stata una dimostrabile indagine di mercato per cui si attesta che &#8220;&#8230; da Burton ci si aspettava la cinematografizzazione dell’incubo di American McGee’s Alice&#8221; o simili??<br />
In tutta questa &#8220;discorsivizzazione&#8221; (ovvero parlare, parlare per creare il fenomeno di pensiero) si omette che Burton firma fantasy sui generis goticheggianti nell&#8217;atmosfera di mistero e tendenti al massimo al grottesco e non film di genere horror.<br />
Chi ama l&#8217;autore ha trovato Burton anche nella sua versione, apertamente disneyana, di Alice.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

