Filmforum 2010 – Il recupero dell’archivio di Luigi Chiarini

Pubblicato sotto "duellanti.com" il 8 marzo 2010
Nella foto, "A girl and a gun"

Nella foto, "A girl and a gun"

Archiviata la XVII edizione di FilmForum, promossa come sempre dall’Università degli Studi di Udine e diretta dallo studioso Leonardo Quaresima, permangono molteplici elementi di lavoro intorno alla manifestazione. A partire dal progetto che ruota intorno all’Archivio di Luigi Chiarini, un fondo composto di 46 titoli, fra cui molti capolavori e classici del cinema, come La corazzata Potemkin, Quarto Potere, Paisà e molti altri.

Il canone della cinematografia mondiale, dunque, a disposizione dei primi studenti di cinema di Chiarini che è stato il primo direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia, il fondatore e direttore della più prestigiosa rivista di studi di cinema in Italia (Bianco e Nero), il direttore della Mostra del Cinema di Venezia (dal 1963 al 1968), nonchè il primo titolare della prima cattedra di “Storia e critica del cinema”. L’Università di Urbino Carlo Bo, depositaria del Fondo Chiarini, e l’Università di Udine, sotto il patrocinio della Consulta Universitaria di Cinema (CUC), hanno avviato proprio in occasione di Filmforum 2010 un progetto di recupero e valorizzazione del Fondo Luigi Chiarini, all’interno di un più ampio progetto di rivisitazione delle esperienze di formazione e di sviluppo della cultura e della professionalità cinematografica in Italia. Chiarini, com’è noto, utilizzava i film del fondo per le sue lezioni, illustrando così la storia del cinema: il cinema all’università (esiste ancora il proiettore 35 mm utilizzato dal dpocente), proiettato su pellicola e commentato, rivisto e riletto in moviola e conservato in archivio nella sua forma e materia d’origine, la pellicola appunto. L’archivio è stato ritrovato e sarà interamente recuperato al Dams di Gorizia presso il laboratorio La Camera Ottica. Recuperare e valorizzare il Fondo Chiarini significa, per l’Università italiana (DAMS) guardare alle proprie origini per progettare il futuro. Un po’ come guardare alle origini e ai primi Musei del sette-ottocento per riflettere sullo stato e forma attuale dei Musei. E’ la memoria accademica, è la memoria dei primi studi di cinema, del primo maturo sviluppo della riflessione culturale sul cinema di cui rimane traccia nei 46 titoli di Chiarini (da Cabiria a Griffith, da Flaherty a Rossellini, da Pabst a Fellini).

Redazione

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