Lasciateli entrare

Pubblicato sotto "Galizia dentro" il 12 febbraio 2010
cigarrons

Nella foto, i tipici cigarróns

Martes de antroido (dal latino “introitus”, “entrata”) è il martedì del carnevale galiziano, il culmine delle celebrazioni che precedono il periodo di quaresima. È l’esaltazione della vita nelle sue pulsioni basiche, l’ultima boccata d’ossigeno prima della morte. Come insegna Michael Bachtin in L’opera di Rabelais e la cultura popolare, sono tre i temi presenti nelle radici delle manifestazioni carnevalesche: cibo, sesso e violenza. Le prime due sono state tendenzialmente sublimate da alcune pietanze e dolci, mentre l’ultima componente, mitigata nel corso della storia, è stata accostata ad alcune maschere. Nel caso della Galizia, in particolare nella provincia di Ourense, queste figure sono rappresentate dai cigarróns, dai peliqueiros, dai felos e dalle pantallas. Tra queste, le maschere più celebri sono senza dubbio quelle dei cigarróns, originari di Verin. Annunciano la loro presenza con il rumore delle campane portate lungo la cintura e indossano un curioso cappello a forma di cupola sul quale viene raffigurato un motivo animale o astrale (un serpente, un leone o il sole, la luna e così via). Ma sopratutto hanno il dono di poter colpire chiunque con un bastone. Tutte le maschere godono di immunità durante le celebrazioni: non possono essere toccate e non si può rivolgere loro la parola. In alcune località inoltre sono libere di entrare ed uscire dalle abitazioni private senza chiedere il permesso. Forse è questo il modo più coinvolgente per entrare direttamente nell’atmosfera del carnevale galiziano. Quindi, se se in questo periodo vi capitasse di passare da queste parti e dei tizi con un ghigno inquietante dipinto sul volto bussassero violentemente alla vostra porta, non abbiate timore, lasciateli entrare

Simone Saibene

2 Commenti a “Lasciateli entrare”

  1. pablo scrive:

    Come figlio di ourensano, posso confermare che l’entroido da quelle parti viene celebrato forse come l’evento piç importante dell’anno: sono giorni di “fartura” di cibo, di festa, di “cocido” e “lacón con grelos”, piatti emblematici della gastronomía del nordovest. Forse e la festa che piç si assomiglia all’intimo modo di essere del galiziano: ama lo scherzo, la parodia, lo scarnio, la festa in torno al cibo, le cellebrazioni della comunita.. e questa tradizione che spunta gi´tra i trovatori medievali che escrivevano “cantigas de escarnio e maldizer” arriva fino ai giorni nostri, nel modo originale e irriverente di convertire elementi di cultura globale e contemporanea in elementi che sembrano natti nei villaggi, radicati la da sempre tra galline e “patacas”, come se il punk fose la cosa più vecchia al mondo

  2. [...] Come le pantallas di Xinzo e i peliqueiros di Laza, i cigarróns sublimano ancora fedelmente i concetti di violenza e carnalità propri di queste festività pagane. Infine vivere la notte, mescolarsi con la folle immensa, colorata e pazza. Tutti in strada. Non [...]

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