[ Julie & Julia ]
La storia – Julie Powell vive nel Queens e ha un monotono impiego come segretaria. Ha bisogno di qualcosa che spezzi la mediocrità della sua esistenza, così decide di prendere il libro di cucina scritto da Julia Child nel 1961 e di preparare tutte le ricette nel giro di un anno.
Partendo da due romanzi (quello di Julie Powell che dà il titolo al film e quello della stessa Julia Child, My Life in France), Julie & Julia costruisce l’intreccio ideale tra due storie. Una è datata 1949, ambientata in buona parte a Parigi. Julia Child (a cui la Streep fornisce l’immagine di donna sempre sopra le righe, chiassosa e determinata, competitiva e diretta) è una signora di mezza età, ex segretaria di un ente governativo, figlia di una famiglia repubblicana e benestante e in giro per l’Europa al seguito del marito diplomatico. L’altra inizia nel 2002 nella New York post 11 settembre. Julie Powell è una trentenne disperata, afflitta da un lavoro che detesta e in cerca di un linguaggio per esprimersi. Lo trova nel blog, uno strumento non ancora così diffuso come oggi, nel quale trascrive pensieri, opinioni, riflessioni e ricette di cucina. Nell’arco di un anno realizza tutte le 524 ricette presenti su Mastering the Art of French Cooking, il libro di Julia, e riporta sul blog ogni dettaglio della sua esperienza. Dall’altra parte dell’oceano e più di cinquant’anni prima Julia, annoiata dalla sua stessa pigrizia, decide di dedicarsi a qualcosa con impegno e dedizione, e nel giro di un decennio si trasforma nella “cuoca d’America”, colei che permise «agli americani senza servitù» di assaporare il gusto dell’arte culinaria francese. La cucina è il territorio della donna, al cui interno può accadere che si scopra di avere una passione, un talento, decidendo di abbandonare le proprie insicurezze. I fornelli diventano luogo di sperimentazione, di caos supremo, l’attesa è un male necessario per ottenere la creatura perfetta. L’uomo è al di fuori dello spazio creativo, relegato al ruolo di ascoltatore passivo, occupato da una parte a garantire alla moglie un alto tenore di vita e dall’altro a incoraggiarla e consolarla di fronte all’apparente disfatta. La cucina dunque non solo come un angolo in cui si è rinchiuse, ma spazio di autoaffermazione e libertà. Le due protagoniste non si incontreranno mai: troppo distanti i tempi e le tecnologie che le separano. Il filo che le unisce è rappresentato dall’arte del cucinare che ha salvato entrambe da un destino di mediocrità.
Quella della Ephron è una pellicola al femminile facile e lineare, che diverte e a volte fa riflettere, come avviene ascoltando i dialoghi matrimoniali così come la doppia deviazione politica sull’America di Ground Zero e sulla caccia alle streghe del senatore McCarthy.
Sara Belotti
