[ Codice:Genesi ]

La storia – In un futuro post-apocalittico, Eli protegge da oltre 30 anni un libro che salverà l’umanità. Guerriero non per scelta ma per vocazione, farà di tutto per portare a termine il suo impegno. Carnegie, il despota di una precaria città di ladri e killer, conosce il potere di quel libro e vuole impadronirsene.

Da Gutenberg a Gutenberg. Nel mondo post-apocalittico che sarà, un ritorno alle origini della rivoluzione comunicazionale: la stampa a caratteri mobili. Privi di futuro, gli uomini regrediscono allo stato primordiale dove vige la legge del più forte. Essere più forti non significa (solo) prevaricare sul prossimo, ma essere per lui una guida. La religione diventa così imprescindibile arma nelle mani di chi voglia comandare.

Partendo dall’opposizione tra potere temporale e potere spirituale – Carnegie legge Mussolini – i fratelli Hughes riflettono sul valore e il potere della fede, trasferendo considerazioni di estrema attualità ad un futuro lontano quanto immancabilmente prossimo. Retaggio culturale nella desolata Terra di domani sono la musica e la tradizione orale, semiotiche espressioni sulle quali i registi credono per ricostruire una civiltà.

Codice: Genesi soffre la costruzione più action che biblica, complice la resa del profeta Eli(a) in stile saga Mad Max e la narratività simil Doomsday, ma non manca di palesare l’apprezzato stile fotografico Hughes.

Questo è un commeno “a caldo”.

Dario Cortimiglia

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