[ Biancaneve e gli 007 nani ]
La storia – Biancaneve è una ragazzina snob e vanesia che passa il tempo in giro con le amiche finché il padre non minaccia di sposarsi con una megera.
Si potrebbe dire che la serialità e la parodia delle fiabe siano due delle caratteristiche irrinunciabili dell’animazione statunitense contemporanea. E vista la qualità della maggior parte di questi film si può anche affermare che la profezia di Shrek si è avverata: una poteva essere simpatica, ma decine di variazioni sul tema avrebbero inevitabilmente generato dei prodotti scadenti. Se poi si ottengono anche i sequel di secondo grado non si finisce più. Prima di Biancaneve e gli 007 nani era infatti uscito un Cenerentola e gli 007 nani, in cui Munk e Mambo, gli aiutanti del Mago che provvede al lieto fine delle fiabe, si mettono a sovvertire trame consolidate. Un anno dopo i due modificano Biancaneve “attualizzandola”: bella, superficiale e presenzialista, la ragazzina dovrà darsi una regolata alla vigilia del matrimonio del padre con un’arpia male intenzionata. L’aspirante matrigna le rifila una mela che invece di gettarla in un sonno profondo la fa diventare una linguacciuta comare che sparla di tutti gli abitanti del regno: i nani le daranno una lezione di vita rivedendone la fragile scala di valori. Fin qui il film ci poteva anche stare: una storiella non è ancora tale se la si tratta bene, se si curano i dettagli e se l’aspetto tecnico (non esclusivo, ma comunque importante nei cartoon) non si mostra raffazzonato. Invece Biancaneve e gli 007 nani è grossolano nell’animazione, nel design dei personaggi e delle ambientazioni. Per completare l’opera l’edizione italiana ha affidato il ruolo della protagonista ad Antonella Clerici e quello dello Specchio a Jerry Calà, trasformando la loro partecipazione nell’unico punto di forza dell’opera. Generalmente nei pressbook, anche nelle versioni destinate a Paesi diversi da quello di origine del film, si forniscono informazioni tecniche o notizie sui registi, ma in questo caso si trovano solo minutissimi dettagli sulle carriere dei volonterosi novelli doppiatori. Con tutto il rispetto per entrambi, il risultato in Dolby è deprimente. Questo titolo avrebbe forse avuto un senso se fosse uscito direttamente in DVD, magari allegato a un pacco di merendine. Ma al cinema?
Anna Antonini
