[ 500 giorni insieme ]

La storia – I cinquecento giorni della travagliata storia d’amore tra il romantico Tom e la cinica Sole.

«I love the Smiths!». È da queste parole che Tom capisce (o meglio crede di capire) che Sole è la donna della sua vita. Eppure, se galeotto fu Morrissey e ciò che scrisse (e cantò), la condivisione delle stesse passioni musicali non è bastata a far sbocciare il grande amore. Forse non solo tra loro due…
È vero: 500 giorni insieme è una riuscita commedia romantica dai toni sofisticati e sarcastici, con una colonna sonora di richiamo e due attori particolarmente carini, indies e disinibiti. Un prodotto originale nell’universo delle romantic comedies attuali, a partire dal fatto che il punto di vista è prettamente maschile così come, in un totale capovolgimento di ruoli, l’irriducibile innamorato della vicenda è un lui tenero e naïf. Un’opera prima che si presenta con una patina un po’ snob e intellettuale, divertendosi a citare Bergman e Truffaut, la Nouvelle Vague e Il laureato, strizzando l’occhio a Woody Allen e Cameron Crowe; un film con un certo gusto europeo (dove perfino Los Angeles assomiglia a New York o Parigi) e orgogliosamente marchiato Sundance, prodotto da Mason Novick (che sogna un altro caso Juno) e dalla Fox Searchlight (che sogna un altro Little Miss Sunshine). Con una regia fatta di split screen, montaggi serrati, continui flashback e flashforward e una sequenza musicale alla Demy, questa storia d’amore procede con ritmo brioso e brillante. Da Regina Spektor ai Clash, passando per gli Smiths e meno ovviamente per la first lady Carla Bruni, 500 giorni insieme è una canzone pop sotto forma di film (non a caso Webb è regista di videoclip) in cui la musica funge da cassa di risonanza visiva alle emozioni dei protagonisti. E così, in balia delle canzoni, dei volti e delle atmosfere, la vicenda scorre leggera e divertente, approdando tuttavia al solito finale rassicurante e matrimonialista. È inevitabile rimanere delusi, consapevoli di essere stati inglobati nel target dell’ennesima variazione di genere.
Nel film la sorellina dodicenne di Tom dice saggiamente al fratello: «Non è detto che se a una ragazza piacciono le stesse cose che piacciono a te sia la tua anima gemella». Ed è altrettanto vero che se un film è infarcito del cinema e della musica che adoriamo, non è scontato che ci conquisti. 500 giorni insieme non è certo un grande amore. È più che altro una fugace e piacevole infatuazione.

V.T.

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