Monicelli controcorrente: “Il 3D? E’ fallito 25 anni fa!”
Pubblicato sotto "News" il 28 gennaio 2010
Nella foto, il regista M. Monicelli
Alle spalle del grandissimo successo che Avatar sta riscuotendo nel mondo – è dello scorso week-end, infatti, la notizia secondo cui il nuovo film-evento di Cameron abbia superato in incassi la sua precedente fatica, Titanic – non tutti i registi appaiono entusiasti o convinti che la strada del 3D sia effettivamente quella giusta.
Ad andare controcorrente riguardo a questa idea, infatti, è la durissima, ma al contempo lucida, analisi del regista ultra-novantenne Mario Monicelli: “Quella roba è uscita 25 o 30 anni fa, non ebbe seguito, fu un fallimento” – è con queste parole al vetriolo che il regista di Amici miei analizza l’avvento del 3D, già ai suoi albori ”Vado poco al cinema, alla mia età faccio fatica uscire la notte. Ma ricordo che gia’ 25 anni fa ci dettero degli occhialini e fu un fallimento. Non so se questa volta tecnicamente è una cosa meno fastidiosa di allora. Le tecnologie sono sempre vecchie: il film non acquista qualità con la tecnologia, soltanto è più facile farli”.
La riflessione di Monicelli mette di fronte ad un dubbio quasi amletico: è vero che i grandi passi compiuti dalla tecnologia migliorano la fruizione e il modo di fare cinema? Oppure, come afferma Monicelli, la tecnologia è qualcosa di passeggero, inutile a migliorare la qualità della pellicola?
Sarebbe interessante capire – alla luce della realtà filmica che si vive in questi giorni – qual è la vostra posizione in merito.
Fabrizia Malgieri
Consenso, e’ vero. Come gia’ scritto nel mio articolo: Avatar di Cameron grande pellicola dalle discutibili contraddizioni. La semplicita’ paga, anche perché sanno tutti che i guadagni di Avatar si debbono alla doppia visione, in pellicola e in 3D, e non al numero effettivo dei biglietti staccati per la visione unica e originale. Ora lo facciano anche i Registi italiani, perché di furbizia si tratta e noi Italiani non possiamo tacere!
La Tecnologia può cambiare il modo di fare cinema. Questo cambiamento al momento sembra prendere forma nella sintesi. Il fatto che il montaggio di Avatar sia stato spostato nella pre-produzione mi sembra sia un segno.
A questo punto il dibattito sulla qualità è apertissimo, sotto molteplici punti di vista. La sintesi può provocarne una riduzione o un aumento..ecc. Nel presente mi sembra difficile poter dire qualcosa di più.
Saranno i registi a darci le risposte.
Sotto il punto di vista del miglioramento della fruizione, la tecnologia, a parer mio non sta portando a nulla.
Gli spettatori che guardano i film in sala, adottano sempre di più atteggiamenti da salotto di casa, indipendentemente dal bagno sonoro o visivo. L’atteggiamento è molto diffuso nelle generazioni piu giovani.
Sono sicuro, che se per fruire un film, gli spettatori fossero portati a “giocarci” i risultati e le condotte sarebbero diverse. Infatti nel mondo stanno gia pensando a questa formula. E forse sarà questo il vero cambiamento che coinvolgerà ogni fronte.
Per adesso come diceva Michael Crichton nel romanzo Jurassic Park, lo chiamano progresso, ma non è cambiato assolutamente nulla.
“Vado poco al cinema, alla mia età faccio fatica uscire la notte. Ma ricordo che gia’ 25 anni fa ci dettero degli occhialini e fu un fallimento”
io non ho mai visto un film in 3D
monicelli qualcuno 25 anni fa
io non mi sognerei mai, non sapendo cosa sia il 3D, di commentare il 3D
io non sono monicelli
Il cinema è cambiato attraverso molte evoluzioni tecnologiche: il sonoro, il colore, lo schermo panoramico. In tutte queste occasioni c’era sempre qualcuno pronto a dire “non avrà futuro”. Poi abbiamo visto come sono andate le cose. Cosa succederà con il “nuovo” 3D? Solo il tempo ce lo dirà con certezza.