[ L’Era Glaciale 3 – L’alba dei dinosauri ]
La storia – Il terzetto di amici è messo alla prova da uno sconvolgimento peggiore del gelo e del disgelo: sta per nascere un piccolo mammuth, figlio di Manny ed Ellie. Diego si interroga sul suo futuro di belva selvaggia e Sid ovvia alla sindrome dell’abbandono appropriandosi di tre uova di dinosauro…
Come ormai noto Blue Sky è uno dei più validi candidati (occidentali) al ruolo di terza opzione tra Pixar e DreamWorks. Con la prima condivide un fondatore (Chris Wedge) che è tra i pionieri dell’animazione digitale, con la seconda uno stile scanzonato e umoristico. La solidità tecnica dello Studio fa sì che una novità tanto affascinante quanto pericolosa come il 3D sia trattata in modo giudizioso, facendo entrare gli spettatori nel vivo dell’azione ma senza essere fine a se stessa. Il resto lo fanno i personaggi, tra i meglio sviluppati degli ultimi anni, capaci di riproporre un cliché consolidato come quello dell’amicizia tra opposti in maniera gradevole e originale. I tre protagonisti sono fin dal primo episodio degli emarginati più o meno volontari che cercano un posto nell’ordine delle cose: Manny lo vorrebbe ben isolato e silenzioso, Sid ben protetto e popolato da un pubblico attento, Diego sufficientemente defilato per potersi definire ancora selvatico. Di film in film lo spazio occupato dal terzetto si dilata, includendo altri individui che l’evoluzione ha abbandonato lungo il cammino. Poi, come accade a tutti, si cresce. Non bastano più gli amici, si mette su famiglia, nascono cuccioli il cui fascino è oscuro per chi non ne ha o non ne desidera. Anche la storia parallela dello scoiattolo Scrat si sviluppa in questo senso: non più (non solo) una ghianda, ma una compagna. Il che non significa che il risultato finale non sia comunque disastroso. Mentre in Shrek Terzo questo carico di responsabilità genera una baraonda di incomprensioni, sostituzioni e tradimenti, qui produce un’avventura comunque affrontata da tutti gli elementi dell’eterogeneo branco. Gli amici restano amici anche crescendo: non è sempre vero ma nemmeno del tutto falso, e a un film pensato innanzitutto per un pubblico di ragazzini non si può chiedere di più. Come non si può pretendere verosimiglianza: perché il fiume di lava non scioglie la neve, perché ci sono ancora dinosauri in circolazione? Non credo che da adulti non si riesca a sviluppare un pensiero razionale se da bambini si leggono o guardano storie fantastiche, perché il “far finta che” è uno dei più potenti motori della creatività. Detto questo, cari autori fermatevi qui. Una trilogia ormai non la si nega a nessuno, ma non siate ingenerosi con i vostri personaggi: non fategli “saltare lo squalo”, non rendeteceli odiosi.
Anna Antonini
