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	<title>Commenti a: La doppia ora</title>
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	<description>Rivista di cinema e...</description>
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		<title>Di: Marco Bracci</title>
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		<dc:creator>Marco Bracci</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 16:01:25 +0000</pubDate>
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		<description>Io l&#039;ho trovato un film bellissimo, sia pure dal finale un po&#039; deludente per lo spettatore. Ricorda per dinamiche &quot;Birthday girl&quot; con la differenza che li la protagonista/kidman riesce a redimersi, percorso che invece non riesce a compiere fino alla fine la brava attrice del nostro film. Non sono d&#039;accordo sulla fragilità dei dialoghi e sulle suddette sbavature e contraddizioni che,invece,  ben si spiegano con l&#039;evento traumatico che colpisce la donna ma anche in ragione della sua personalità controversa. Riguardo all&#039;affermazione secondo cui il meccanismo della doppia ora sarebbe in contrasto con la robustezza della trama, ritengo che un thriller possa essere anche romantico e visionario senza per questo snaturarsi anzi acquistando un valore aggiunto, che nel caso del film in questione appare evidente. Certo il finale lascia perplessi specie per la scelta del &quot;gabbato&quot; di non infierire. Ma in fondo il finale lo trovo mirabilmente affascinante nella parte in cui si accettano le scelte dell&#039;altro senza rancore e per certi versi spinti dall&#039;amore per l&#039;altro. La &quot;doppia&quot; ora ricorrente sul biglietto aereo e la foto di lei con l&#039;altro con la catenina in mano regalatale da lui sullo sfondo di Buenos Aires sono emblematiche della ineluttabilità del compromesso. Voto 9.</description>
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