Stand by me: Moulin Rouge!
Pubblicato sotto "Stand by me" il 4 novembre 2009
N. Kidman in "Moulin Rouge!" di B. Luhrmann
All’epoca, era il settembre del 2001, l’attacco alle Torri Gemelle aveva squarciato l’immaginario collettivo e non ci si capacitava, si era in uno stato di shock istantaneo, con la memoria ferma a quell’evento che aveva cambiato il mondo, e di cui ancora si portano i segni. Questo riguardo al contesto storico, che ha importanza nella visione di un film nella misura in cui lo spettatore si accorge di un pericolo o di una minaccia in atto che sta sconvolgendo gli assetti mondiali. La mia prima visione di Moulin Rouge! è legata anche a questo aspetto esterno al cinema ma nient’affatto secondario. Moulin Rouge! era stato presentato a Cannes e Nicole Kidman era, se non ancora all’apice della sua Leggenda, per lo meno stava entrando definitivamente nel pantheon delle Dive. Dal punto di vista divistico e cinematografico, la Kidman ha succhiato il sangue a noi spettatori, quasi come un vampiro. Quando si andava a vedere un film con Nicole Kidman non si andava a vedere un film come gli altri. Oggi questo succede molto meno: possono Charlize Theron, Angelina Jolie, Scarlett Johansson, Keira Knightley, Megan Fox evocare uno status divino? No. Nicole Kidman è stata praticamente per tutti l’Ultima Diva. La Diva definitiva, la più vicina a Marlene o a Marylin. Così, il Moulin Rouge! di Baz Luhrmann, quando arrivò sorprese e sconquassò tutti, con la sua carica frizzante e spregiudicata, magari prese molti in contropiede, i quali rifiutarono lo stile barocco, sovraeccitato, strabordante. Era sicuramente un grande film a cui mancava una rete, un film da cui si cadeva per eccesso di vertigine sensoriale, così stucchevole nei primi piani (lo disse benissimo Flavio De Bernardinis su Segnocinema n.111), un film a cui mancava un equilibrio. Perchè Moulin Rouge! è un film che non ha paura del ridicolo, del kitsch e riesce ad andare oltre. Il personaggio della Kidman che in questo film era divina oltre ogni dire era quello di Satine. Per descrivere la creatura ideata da Luhrmann e creata da Nicole Kidman si può dire solo che è il motivo per cui la Leggenda kidmaniana di attrice superiore non verrà mai dimenticata. Il suo volto e la sua figura esile, i suoi movimenti irrequieti e felpati, il divino ardere della sua voce nello spazio scenico sovrabbondante ed eterno meriterebbero una poesia di Campana. Così, per dire, quando Nicole Kidman perse l’Oscar contro Halle Berry nel 2002 molti videro in quel fatto un’ingiustizia grossa come una casa. Non ricordo quasi nessun film con Halle Berry, eccetto forse il trascurabile Bulworth con Warren Beatty. Ovviamente, Monster’s ball non l’ho mai visto, per il semplice motivo che non mi hai mai interessato. Moulin Rouge! invece lo so a memoria ed è diventato ormai un capolavoro impossibile, perchè quando uscii dalla sala rimasi interdetto per mesi e, ancora oggi, quando lo rivedo provo la stessa sofferenza che provai la prima volta: un misto di elettricità emotiva e di schock visivo. Non so cosa sia, ma so che difficilmente proverò ancora quella sensazione di perdizione emotiva, di spaesamento lisergico. Ancora oggi mi rendo conto che è un film che non è invecchiato di un anno. Un film atemporale che fa dello spazio scenico un territorio di sperimentazione.
Michele Centini
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Redazione
Caro Michele, quante cose mi hai ricordato. Io il giorno 11 settembre 2001 mi trovavo a Cambridge. Andai al cinema. Vidi Moulin Rouge. Ti ringrazio, mi hai ricordato che nel giorno più importante del pezzo di storia a cui appartiene la mia vita sono andato al cinema.