Speciale Torino Film Festival 2009: Come mio padre

Pubblicato sotto "Torino Film Festival 2009" il 17 novembre 2009

ITALIA 2009 (Stefano Mordini, DigiBeta, 75’, col.)

Una scena tratta da "Come mio padre" di S. Mordini

Una scena tratta da "Come mio padre" di S. Mordini

Come mio padre è una ricognizione sulla paternità dal ’50 a oggi, assemblata con materiali d’archivio delle Teche Rai, per maneggiare i quali il regista Stefano Mordini si è avvalso della collaborazione di Michele Astori, e con interviste agli alunni di una decina di scuole elementari, dalle Alpi alle Egadi, a mo’ di tema da svolgere (traccia alla lavagna: «Raccontami tuo padre»). Il materiale di repertorio smembra reportage, estrapola frammenti e isola testimonianze, buttando sul piatto argomenti che inevitabilmente sono solo le bolle affioranti di una materia magmatica come quella trattata dal film. Le domande sono una catena: qual è il ruolo del padre? Quali i suoi doveri? Se per provvedere al sostentamento della famiglia gli si rende necessario stare tanto lontano dai figli da sentirsi, al ritorno, chiamare “zio”, egli può comunque considerare assolto il suo compito? È possibile un equilibrio tra autorità e affetto? Mentre nelle interviste ai protagonisti di ieri si sentono sia le voci dei figli (bambini già uomini quelli del dopoguerra, giovani in cerca di liberazione quelli della contestazione) che quelle dei padri (emigranti, operai nevrotici, single divorziati), nella documentazione del contemporaneo manca il controcanto e si sceglie di far parlare solo i figli bambini, cui sono rivolte le stesse domande appena passate in rassegna. Forse per questo, e forse anche perché gli stessi autori del film si dichiarano figli ancora lontani dall’orizzonte della paternità, nonostante molte risposte lucide e dirette, le domande restano aperte e le sagome dei padri sembrano oggi sfuggire più che mai, come se i padri moderni, presenti-assenti, fossero tanto lontani dai figli quanto gli emigranti di ieri.

Elena Gipponi

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