[ Ninja Assassin ]

La storia – Raizo è un temibile assassino, cresciuto ed addestrato ad essere un killer implacabile dal Clan Ozunu – una società segreta considerata quasi una leggenda. Dopo aver visto il suo migliore amico giustiziato dai suoi stessi capi, Raizo decide di abbandonare il Clan e sparire nel nulla, pianificando la sua vendetta.

Leggi Wachowsky, pensi Matrix. L’assioma resterà il medesimo, perché dei visionari fratelli del bullet-time c’è solo la citazione alla voce “produzione”. Alla regia James McTeigue, lo stesso che ha diretto V per Vendetta sempre del duo Wachowsky bros, ma stavolta non c’è poesia, non c’è filosofia di fondo.

Ninja Assassin è un voluto (sembrerebbe) elogio di quel cinema tutto azione e sangue a fiumi, figlio illegittimo di Tarantino e Chuck Norris, costruito attorno alla vendetta del ninja Raizo, inseguito dal suo clan per essersi macchiato del gran rifiuto alla “famiglia”. L’inizio splatter sembra gettare la basi per un film godibile, ammesso che piaccia il genere, ma la storia si smembra e si perde seguendo i tormenti interiori di Raizo, tormenti che passano attraverso la sua formazione psico-fisica e che rimandano a Batman begins o Hitman (solo per citare il passato prossimo). Diventa allora noioso e scontato, e si ringrazia il tripudio finale di pallottole e lame che desta lo spettatore dal torpore.

Questo è un commento “a caldo”.

Dario Cortimiglia

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