Modern Warfare 2: cinesperimento fallito

Pubblicato sotto "I tagliaerbe" il 30 novembre 2009
Un'immagine tratta da "Call of Duty: Modern War 2"

Un'immagine tratta da "Call of Duty: Modern War 2"

“Il nostro intento è di sviluppare un action-movie giocabile”. Così gigioneggiava Robert Bowling qualche settimana fa alla presentazione di Modern Warfare 2. Mi trovavo al Bulgari di Milano e morivo di invidia nel vedere questo ragazzo di 23 o 24 anni che di professione gira il mondo in Hotel a 5 stelle parlando di videogames. Con aria baldanzosa mi spiegava quanto fosse importante la sceneggiatura in un videogioco come questo, di come avessero messo in piedi un copione di mille e rotti pagine, di come si fossero avvalsi della collaborazione di sceneggiatori di Hollywood. Sia chiaro: gli action movie mi piacciono. Mi piacciono le armi, la gente che spara, le esplosioni. Insomma, amo quelle allucinazioni tamarre incarnate nei vari Cameron, Emmerich, Donner.

La settimana scorsa ricevo in ufficio il videogioco. Mi piazzo davanti all’Xbox, dichiaro alla console che non mi spaventano le sequenze “offensive” e inizio a falciare un gruppo di afghani. “La storia è scritta dai vincitori. Per cambiare il mondo, bastano solo una bella bugia e un mucchio di sangue”. Profondo e vero. Perle di saggezza da un videogame blockbuster.

Passano le ore, accoppo dei brasiliani e poi me la prendo coi russi. E a un certo punto mi chiedo: ma che cosa ci faccio qui? Da dove vengo, come ci sono arrivato? E sopratutto: chi sono? Non mi avevano ammazzato nella terza o quarta missione? Il mio personaggio non parla e il gioco è rigorosamente in soggettiva: non conosco il suo volto, non conosco la sua storia. So solo di essere un soldato e di dover eseguire gli ordini di qualche generale. Nel gioco vengo tradito almeno 2 volte, cosicché non mi è più chiaro chi sia il nemico. Eppure sono sempre circondato da commilitoni che mi dicono di sparare, di nascondermi, di fare attenzione a una granata. E così, dopo 7 ore, arrivo alla fine del gioco pieno di dubbi e di domande.

Giungo però a una conclusione: il tentativo di fondere videogame e cinema perpetuato dagli sviluppatori di Modern Warfare 2 è fallito. Volevo l’action-movie, mi trovo uno sparatutto in prima persona recitato benissimo ma con voragini nella trama. Il tanto agognato film d’azione si trasforma in Una donna nel lago di Robert Montgomery, il film del 1947 girato interamente in soggettiva. Così, ci ritroviamo di fronte al paradosso della soggettiva totale: la tecnica cinematografica che annulla la distanza tra protagonista ed enunciatario amplifica la distanza empatica tra le parti.

Eppure Una donna nel lago fu un insuccesso commerciale, Modern Warfare 2 il videogioco che ha venduto più copie nel minor tempo possibile. Tutte le mie speranze e gli ultimi 2 anni a parlare di cross e intermedialità, di metalinguaggio, di autoreferenzalità ricevono un colpo di mortaio alla fine del videogame. Qual è il rapporto tra i due media? Perché ciò che non funziona nel cinema nel videogioco diventa “capolavoro”? Perché coloro i quali volevano l’action-movie, ottengono un’altra cosa ed hanno successo? Sembra la scoperta dell’America: gli sviluppatori cercavano l’India e hanno trovato un nuovo continente. Ed è così che mi rendo conto di una cosa: questo continente, a 40 anni dall’invenzione del videogioco, è ancora completamente inesplorato.

Lorenzo Mosna

5 Commenti a “Modern Warfare 2: cinesperimento fallito”

  1. Sig.Lebowsky scrive:

    In questa analisi non tieni conto del fattore gioco, e soprattutto del fattore online. Io intendo comprare Cod ma sinceramente sono interessato quasi solo dall’online. Ad esempio Killzone 2 l’ho giocato una quarantina di ore e ancora non ho finito la campagna single player.

  2. Infernal scrive:

    quoto lebow,io a questo CoD,ci gioco solo online,infatti sto al 0% percento della storia,mentre online sono livello 46 (max 70) e continuerò a giocare SOLO online,oppure posso fare (sempre online,o con schermo condiviso) la modalità missioni speciali,che è davvero fico (e anche difficilissimo xD)
    Però un mio amico l’ha scaricato e ha capito con la storia….forse perchè ha finito anche la storia di CoD4?

  3. Merino16 scrive:

    Non ho ancora avuto l’oportunità di giocare al 2, ma vedo che eredita gli stessi diffetti del suo predecessore.
    Mi trovo in disaccordo con Sig.Lebowsky e con Infernal. La modalità Multiplayer è quella che ha fatto rompere i record di vendite in tutto il mondo, ma la campagna single player invece è molto più elaborata.
    La bellezza di questa modalità non sta nella storia, decisamente brutta e confusa, ma in come è raccontata facendo della soggettiva uno strumento narrativo. Entriamo nella testa d un’ostaggio politico del nemico che viene assassinato in una esecuzione, in quella di un soldato che vive sulla propria pelle un’esplosione nucleare, viviamo in prima persona un ricordo. Trovare tanti usi diversi di questo strumento per raccontare una storia è qualcosa che raramente si è visto prima in questo medium ed è quello che fa di Modern warfare un gran videogioco.

  4. red.the.pokemaster scrive:

    Eh no I tagliaerbe aspetta: mi permetto di dissentire!
    Questo gioco che stai recensendo si chiama call of duty modern warfare 2 (DUE si hai capito bene). Tu hai giocato all’1? se non lo hai fatto non capirai sicuramente nulla: è come vedere il sesto film di harry potter senza aver visto i precedenti. Alcuni registi non perdono tempo nei sequel a rispiegare la trama, perchè pensano che lo spettatore ha visto i precedenti capitoli (per esempio cosi ha fatto david yates nei 3 harry potter che ha diretto).
    La storia non la hai capita perchè è collegata strettamente agli avvenimenti di modern warfare 1, anche i personaggi vari hanno una storia che viene descritta nell’1 (personaggi come il capitano Price, che si va a salvare piu o meno a meta gioco su una torre mi pare, oppure il capitano Soap, che nel primo capitolo era un soldato semplice).
    E comunque se ci hai fatto caso, mentre giochi impersoni piu personaggi: l’infiltrato americano nel gruppo di terroristi russi che muore nel massacro all’areoporto è solo uno dei 2 o 3 personaggi che impersoni. Facci caso all’inizio di ogni livello in basso a sinistra esce scritto il personaggio che impersoni in quel livello.

    Per me questo è stato il miglior gioco in assoluto dopo quelli dei pokemon (opinione personale).
    Difetti non ne ha, anzi forse solo uno: è troppo corto, ma tanto se fosse stato lungo lo avrei divorato lo stesso!

    Ti consiglio vivamente di giocare a “Modern Warfare 1″ e poi riprendere dal’inizio “Modern Warfare 2″!
    E’ normale tu non abbia capito nulla dato che non hai giocato al primo.
    E comunque a me è piaciuto molto il fatto che abbiano fatto sembrare il videogioco come un film!

  5. Lorenzo Mosna scrive:

    Ciao Red The Pokemaster. Facendo di mestiere “il tizio che recensisce videogiochi” ho avuto la possibilità di giocare con parecchia roba nella mia vita, in particolare negli ultimi 5 anni. E, per rispondere alla tua domanda, la mia avventura con la serie CoD comincia con il terzo episodio, prima ancora che lo scenario di guerra della serie diventasse “modern”. Quindi sì, ho giocato al primo Modern Warfare. La mia analisi si basa sostanzialmente su di un aspetto: l’uso della soggettiva. Tu giustamente mi dici “basta leggere in basso a sinistra e scopri il personaggio che stai impersonando”. In un film quando mai devi “leggere qualcosa” per capire a quale personaggio appartiene la soggettiva? Devi sapere che nel cinema esistono diverse tecniche per “dichiarare” una soggettiva: lo sguardo a filo macchina, l’uso di elementi interni all’inquadratura, l’uso di movimenti di macchina particolari, eccetera. La “scritta” non è fra queste tecniche. Perlomeno non ancora. Potremmo ipotizzare un futuro in cui il medium videoludico e il medium cinematografico dialoghino così a fondo da confondersi (o fondersi?) ma per il momento assistiamo al perenne inseguimento dei due: il cinema cerca il videogioco, il videogioco cerca il cinema. Raramente si trovano.

    Detto questo Modern Warfare 2 (ma anche il primo e anche Black Ops) falliscono nel tentativo di inseguire il cinema, come d’altro canto falliscono la maggior parte dei videogiochi. Ci sono dei casi limite (vedi Heavy Rain) dove, però, si manifestano ben altri problemi. Fossi in te starei attento alle produzioni di Kojima: secondo me il papà di Metal Gear si sta muovendo nella direzione giusta.

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