Le sale cinematografiche? Superate, necessario divertimento a 360°

Pubblicato sotto "Redacted" il 2 novembre 2009
P. Noiret e T. Cascio nel celebre "Nuovo Cinema Paradiso" di G. Tornatore

P. Noiret e T. Cascio nel celebre "Nuovo Cinema Paradiso" di G. Tornatore

Il primo dolore è stato l’avvento del multisala, che ha trascinato nel baratro i piccoli monosala cittadini, portandoli lentamente alla chiusura. Dispersivi e confinati ai margini delle città, gli svariati multisala hanno cambiato la fruizione cinematografica dello spettatore, il quale – seppur inizialmente estasiato dalla scelta infinita di sale e programmazioni – ha perso lentamente l’entusiasmo, spaventato dai prezzi imbarazzanti a cui viene proposto un film.

E’ proprio a causa di un allontanamento progressivo del pubblico dalle sale che piccoli e grandi manager hanno deciso di venire incontro agli spettatori. In che modo? Lo spiega Giuseppe Corrado, presidente e amministratore delegato di The Space, il nuovo leader del circuito cinematografico in Italia: “Vogliamo rilanciare il business delle sale cinematrografiche. Che non sia più solito cinema ma anche intrattenimento a 360 gradi: un luogo dove trascorrere il tempo libero”.

The Space nasce da un progetto congiunto di 21 Partners, societa’ di private equity guidata da Alessandro Benetton e Mediaset. Secondo quanto Corrado dichiara a Il Giornale, l’idea è quella di proporre una serie di nuovi servizi che possano rilanciare i conti dei multisala. L’idea è quella di aggiungere nelle sale anche sistemi di intrattenimento come sale giochi, shopping, oppure eventi musicali o sportivi.

Insomma, le sale cinematografiche appaiono depauperate dal loro potere magnetico con cui catturavano folle di spettatori. E l’unico modo per rilanciare le loro sorti, dunque, sembra quello di affidarsi al soccorso esterno di altre forme di intrattenimento. Una mazzata sui denti, verrebbe da dire, per chi vede il cinema pian piano immergersi in un circuito da luna park che gli sta facendo lentamente perdere la sua autorevolezza.

Come reagite voi, spettatori e amateur del cinema, all’idea che per risollevare le sorti economiche della settima arte, occorra affiancarla a sale giochi e intrattenimento per famiglie? E’ un modo di vedere il cinema in un concetto di multimedialità (fruire il cinema da solo è oramai qualcosa di superato) o questa idea mette in luce qualcos’altro? Siamo davvero pronti ad abbandonare in toto il solito cinema?

Fabrizia Malgieri

Lascia un Commento