Goen e Tori no ichi
Pubblicato sotto "Goen Rime dal Giappone" il 30 novembre 2009Tori no ichi (mercato del Tori) o Otorisama (Onorevole tori).
“La Prima festa celebrata prima del sorgere del nuovo anno” come dice un alunno dell’onorevole poeta Basho.

La festa di "Tori no ichi" - foto by yeallowheart
Tori no ichi è una festa risalente al periodo edo, in cui si ringrazia dell’anno passato
e si prega per un buon raccolto per l’anno a venire.
Una delle attrattive principali di questa festa sono i Kumade
(oggetti di bamboo usato per raccogliere le foglie cadute d’autunno),
abbelliti da ornamenti propiziatori.

Nella foto, i "Kumade" - foto by yellowheart
Una vera danza di colori e di immagini iconiche:
Otafuku (viso da donna che per i suoi dolci lineamenti, si dice porti fortuna)
o tsuru (Uccello giapponese che augura una vita di 1000 anni )…
Quando si compra il Kumade, si viene accolti con un “Kakegoe”,
ossia un rito popolare in cui, insieme ad uno “yoo” invocato dal capo,
partono una raffica di 3 battiti di mani, ripetuti per tre volte,
più uno finale che riporta all’equilibrio.

Nella foto, il rito accogliente di Kagedoe - foto by yellowheart
Dunque in questa festa “creata” per commercianti e imprenditori, con che cosa abbiamo avuto goen?
Direi..
Visi e corpi,trasparenti.
Non portavano la solita maschera indifferentemente “gentile” che i “bravi lavoratori” tendono a portare.
Erano occhi e figure che mostravano con sincera trasparenza
la felicità di essere incoraggiati dal Kakegoe o la forte forza di volontà
di combattere e vincere la depressione economica giapponese di cui la TV parla ogni giorno.
Una felicità infettiva: ogni volta che cominciava un kakegoe
ci si sentiva automaticamente partecipi di quel rito propiziatorio
e ci si ritrovava a battere le mani all’unisono.
Proprio in Giappone, dove ogni persona sta al proprio posto, attento a non oltrepassare la linea gialla trasparente.
In questo Giappone, dove ti chiedi di continuo se “hai il permesso” di fare una tal cosa,
ci si sentiva al Tori no ichi stranamente liberi di festeggiare una persona da te estranea.
Sarà la passione e la forza di volontà di questi imprenditori a creare tale forte atmosfera?
O sarà l’effetto fratellanza che si prova ad essere tutti lì, nello stesso posto e con la stessa speranza?

Un colorato scorcio di "Tori no ichi" - foto di yellowheart
Comunque sia, questo dolce goen con un Giappone forte e trasparente, e con questo Festival di colori, è stato miele per cuori infreddoliti.
Sperando di ritrovare altri istanti di trasparente sincerità,
Goen ga arimasuyouni.
Aya Shigefuji