[ Speciale Roma Film Fest 2009: Plan B ]

La storia – Bruno viene lasciato dalla sua ragazza. Non ci sta e architetta un piano per riconquistarla. Il piano consiste nello sbarazzarsi del nuovo ragazzo della sua ex facendolo innamorare di lui.

Sovraumani silenzi, profondissima quiete. E culi. Marco Berger costruisce una commedia fatta di equivoci, cattiverie, rovesciamenti. La imbastisce di lunghi momenti introspettivi. Irrompe con primi piani dei fondoschiena o dei genitali dei due protagonisti in mutande. Si sofferma su dialoghi a la Royal con fromage in cui si spiega perché quell’hijo de puta di Peter Pan non esiste. Geniale. Una commediola diventa così un film che va ben al di là del materiale a sua disposizione.

Peccato che il ritmo assunto dal film sia una continua altalena, un viaggio alla cieca che non ci lascia il tempo (o, forse, ci lascia troppo tempo) per capire la direzione presa. Gli stessi silenzi che rendono il film un’opera brillante lo inabissano in momenti di noia compromettente. È così che la confusione dei due personaggi viene eclissata da un’eccessiva contemplazione: vedere un culo per 15 secondi può fare ridere, vederlo 15 secondi per 15 volte è massacrante.

Lorenzo Mosna

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