[ Speciale Roma Film Fest 2009: L’Aquila Bella Mè ]

La storia – Un piccolo grande progetto documentario in itinere per raccontare la vita che riprende nelle tendopoli abruzzesi, a seguito del disastroso sisma del 6 aprile 2009.

Chi ha detto che in Italia il genere documentario è morto? La dimostrazione lampante che progetti di qualità esistono e danno lustro alla categoria a cui appartengono è proprio L’Aquila Bella Mè . Presentato al Festival nella giornata di ieri nella sezione L’altro cinema, l’ambizioso progetto documentario dei giovani esordienti Pietro Pelliccione e Mauro Rubeo – di cui è stata presentata solo una prima parte – mostra lo svolgersi quotidiano nelle tendopoli abruzzesi a seguito del catastrofico terremoto del 6 aprile 2009.

Una quotidianità che si sta costruendo passo dopo passo, una nuova vita che pulsa come linfa per dare speranza alle persone che hanno perso tutto. L’Aquila Bella Mè vuole essere un prodotto propositivo, cercare stimoli – soprattutto dai giovani – affinchè la vita riprenda daccapo. Significativa è la frase che un ragazzo pronuncia durante un incontro: Noi qui è come se fossimo tutti morti. Da qui dobbiamo iniziare per una nuova vita!

Accompagnato dalle musiche del gruppo abruzzese Vega’s – atmosfere oniriche che ricordano a tratti le note dei Mogwai – l’opera prima di Pelliccione e Rubeo vuole far conoscere l’altra faccia del post-sisma, senza inseguire la strada facile del dolore e della lacrima. Un progetto interessante, supportato in primis dal regista Daniele Vicari e dall’attore Valerio Mastandrea, che da subito hanno creduto nell’idea.

L’Aquila Bella Mè è stato inoltre introdotto da un interessante corto documentario dal titolo Immota manet, realizzato dal regista Gianfranco Pannone in collaborazione con gli studenti dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila. Il progetto – ideato poco prima che il terremoto si abbattesse sulla regione – alterna le immagini devastanti del sisma con brani tratti da Uscita di sicurezza dello scrittore Ignazio Silone, narrati dalla voce di Filippo Timi. Uscita di sicurezza è un’opera che narra di un devastante terremoto che nel 1915 colpì l’Abruzzo, provocando un gran numero di vittime e ingenti danni ai paesi. Silone, con la sua opera, denunciò coloro i quali si approfittarono della situazione per rimediare affari con i fondi economici destinati alla ricostruzione. Un monito che, tuttavia, ci riporta al timore dei giorni nostri.

Speranza e rinascita sono le parole chiave che si percepiscono in queste due piccole grandi opere. Un modo per non dimenticare ciò che i media, dopo averne abusato, stanno lentamente accantonando. Perchè, dura legge dei mass media, tutto questo non fa notizia. Ci auguriamo che l’impegno che i due registi stanno portando avanti sia un esempio su come si narrano le storie e su come l’attenzione non deve calare anche dopo che la notizia non è più hot.

Fabrizia Malgieri

Un Commento a “Speciale Roma Film Fest 2009: L’Aquila Bella Mè”

  1. [...] stata presentata nel corso della scorsa edizione del Roma Film Festival 2009: stiamo parlando di Aquila Bella mè! di altri due giovani registi, Pietro Pelliccione e Mauro [...]

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