Speciale Roma Film Fest 2009: La vera storia di Hachiko
Pubblicato sotto "Roma Film Fest 2009" il 24 ottobre 2009Hachiko – A dog’s story è stata una delle pellicole che ha maggiormente commosso il pubbico della quarta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. La storia – riadattata per il grande schermo occidentale da Lasse Hallström – affonda in realtà le sue radici nell’Estremo Oriente. Hachi è un cane di razza akita realmente vissuto nel Giappone degli anni Venti, cresciuto amorevolmente dal suo padrone, un noto professore di Tokyo. Alla scomparsa improvvisa dell’uomo, il cane ha atteso fedelmente il suo ritorno alla stazione di Shibuya per circa nove anni, finchè la morte non l’ha sopraggiunto.
Una storia toccante, ma che vogliamo raccontarvi attraverso gli scatti e le parole di Aya Shigefuji, la nuova collaboratrice di duellanti.com direttamente dal Giappone. Come vive il Paese la storia di Hachi, a cui ha dedicato una statua proprio lì, in quella piazza in cui ha atteso per nove anni il ritorno del suo padrone?
Redazione
Shibuya.
Città in continuo movimento.
Un movimento febbrile, quasi morboso.
Ondate di persone innondano le sue strade
e sfociano all’incorocio “Scrumble” di Shibuya.

Uno scatto di Shibuya
Qui, in questa città in continua corsa,
c’è un angolo dove il tempo si ferma
e un Akitainu di nome Hachi – denominato amorevolmente Hachiko – aspetta.
Aspetta fedelmente il ritorno del suo padrone, il professor Ueno.

La statua del fedele Hachi a Shibuya
La stora di Hachi è diventata notizia, leggenda, mito,
e statua.
La fedeltà e la passione di Hachi
è riuscita a muovere i cuori delle persone
ed ancora oggi risiede in un angolo dei cuori giapponesi.
La sua storia viene tramandata,
raccontata di generazione in generazione,
e nei cuori di tutti gli abitanti del Giappone,
rimane l’insegnamento dato da Hachi.
Anche oggi, Hachi aspetta lì,
fedele ed immobile.

La statua di Hachi dalle zampette consumate
Ma oggi, insieme a lui ,
aspettano centinaia di persone.
Centinaia di ragazzini, ragazzi,
signore si ritrovano da Hachiko
per incontrarsi con la persona aspettata.
Passano davanti a Hachi,
lo si guarda con la coda dell’occhio,
e si ritorna a correre di nuovo.
Aya Shigefuji