Michael Haneke: “La tv maestra? Un disastro!”. Ma non solo…

Pubblicato sotto "News" il 29 ottobre 2009
Nella foto, il regista M. Haneke

Nella foto, il regista M. Haneke

La grande nemica all’educazione? Non c’è dubbio, è la televisione. Con parole dure e poco rassicuranti, il regista austriaco Michael Haneke – in sala dal 30 ottobre con il suo Il Nastro Bianco, vincitore della Palma d’Oro allo scorso Festival di Cannes -  attacca il tubo catodico: “Allora erano l’autorità dello Stato e la religione a educare, oggi sono i soldi e i media: non e’ molto meglio. Oggi la nostra educazione, anche estetica, avviene solo attraverso la Tv, ed è un disastro”.

Nella sua pellicola Haneke mostra la vita di un microcosmo tormentato – quello della piccola comunità rurale di Eichwald – in cui mette in luce le tendenze caratteriali e culturali della Germania all’alba della Prima Guerra Mondiale. “Quello educativo è un problema eterno: io ho consultato i libri dell’epoca, oggi in qualsiasi libreria trovate decine e decine di manuali educativi, ma la situazione non è cambiata”. Dalle parole di Haneke si deduce che la quantità informativa non migliora di certo la conoscenza. Sembra di certo una banalità, ma quello che manca oggi è sicuramente un’informazione qualitativa. Prendiamo ad esempio la stessa rete: numerose sono le pagine, ma anche i blog che vogliono a loro modo fare informazione, meglio, quell’informazione che “altri media non farebbero”. Per molti versi questo discorso può anche essere vero, ma quante volte si è incappati in una bufala architettata ad hoc per la rete o in misunderstanding che hanno fatto il giro del mondo in pochi minuti?

E’ di pochi giorni fa lo scherzo architettato dal programma televisivo Le iene, che ha visto protagonista la showgirl Ilary Blasi in un finto svenimento. Dal momento in cui il video è stato pubblicato su youtube, tutte le testate giornalistiche (dalle più istituzionali a quelle gossippare) hanno cominciato a parlare di una presunta gravidanza della Blasi, a fare supposizioni, a indignarsi del fatto che qualcuno avesse realizzato un filmato con un cellulare mentre la giovane presentatrice boccheggiava sul pavè di una piazza romana.

Ci siete cascati tutti, boccaloni!La sera stessa il programma tv satirico ha infatti smascherato la messa in scena, generando il giorno dopo capi cosparsi di cenere in cui si pentivano amaramente di essere caduti nel tranello. A suo modo, è stato dimostrato che il passaparola mediatico (dalle frivolezze ad argomenti di maggior spessore) che avviene su internet va preso con le pinze. Prima di diffondere una notizia, andrebbero fatti controlli accurati sulle fonti e verificarne l’autenticità. E invece, la corsa alla quantità genera episodi di questo genere.

Nessuna volontà di dissacrare l’importanza della rete nella nostra società – sarebbe incoerente dal momento che duellanti.com vive in questo macrocosmo – ma sicuramente c’è una forte intenzione a far riflettere sulla necessità di fare una selezione obiettiva dei contenuti veicolati da essa. Perchè, alla luce dei numerosi fatti, sta diventando qualcosa di fondamentale.

Fabrizia Malgieri

5 Commenti a “Michael Haneke: “La tv maestra? Un disastro!”. Ma non solo…”

  1. Lara scrive:

    Il dicorso mi ricorda un po’ l’alba del libro.
    Anche allora come adesso il problema fondamentale era comprendere se l’opera che si aveva sotto mano era realmente attribuibile all’autore. E gli autori temevano per la qualità del loro lavoro, mescolato con i falsi di giovani sprovveduti o di incalliti truffatori.
    Ma da quell’epoca abbiamo acquisito una maggior libertà nata dalla regolamentazione (cerco di prescindere da quello che è stato poi il diritto d’autore) che inizialmente di basata sull’affidabilità di alcuni rispetto ad altri, prendo il famoso Manuzio ad esempio.
    E’ vero che il web è pericoloso, e io stessa penso che lo sia moltissimo, ma d’altra parte, come la stampa ha fatto prima di lui, può accrescere la diffusione di contenuti e parificare le conoscenze del mondo di “coloro che vogliono sapere”. Sicuramente a fronte di una sua regolamentazione. Ma in questo caso si può parlare anche di autoregolamentazione. Credo che il vero problema sia vivere il web e farlo diventare comune. Se continuiamo ad usare facebook come luogo di verità e wikipedia come più alta e dotta fonte di conoscenza allora molto probabilmente è vero: abbiamo un problema! ma se non è così, se ci autoeduchiamo ad un uso consapevole del mezzo penso che il futuro sarà sicuramente migliore. E non siamo così lontani dal farlo. I blogger stessi sanno a chi fare riferimento, siamo noi che non facciamo parte del loro mondo, della loro piccola tribù e che non sappiamo come leggere i loro messaggi e adattarci alle loro regole. E lo dico standone fuori, perchè è un mondo che solo da oggi, con questo post, sto tentando di vivere anche nella mia quotidianità!
    Ora che ho rotto con le mie considerazioni generali sul tema, cercherò di vedere il film e scoprire se haneke riuscirà a stupirmi di nuovo! poi torno e ve lo racconto…

  2. alejo scrive:

    …ma sarà vero che Haneke ha rilasciato questa dichiarazione? Indagherò accuratamente ;)

  3. Fabrizia Malgieri scrive:

    Non siamo soliti a dare notizie false, ma il beneficio del dubbio è più che legittimo!:)

  4. Fabrizia Malgieri scrive:

    @Lara: Sono perfettamente d’accordo sul discorso facebook-wikipedia. Il punto è che oggi anche la stessa informazione fa leva su questo. Il video della Blasi è stato pubblicato su youtube e anche testate di un certo calibro (non parlo di blog di sconosciuti qualunque, ma di firme di quotidiani nazionali) se ne sono occupate. C’è un problema di fondo, che fa eco da internet ma che si riflette anche sulla carta stampata: non c’è il controllo delle fonti. Oggi su internet tutto quello che si scrive viene preso per verità. E questo, a mio parere, è un errore grave, gravissimo. Io che giornalmente mi occupo di procacciare notizie per questo sito, faccio non uno, ma un milione di controlli incrociati prima di pubblicare qualcosa. Devo essere certa al 100% che quello che scrivo non sia una bufala. E ti dico, il caso della Blasi l’ho seguito nel momento in cui è stata lanciata la prima ansa…e avevo capito sin da subito che c’era del marcio. Forse perchè noi – generazione nata e cresciuta con internet – abbiamo imparato le regole del web? E’ probabile…forse siamo meno ingenui e certe cose, proprio perchè ne conosciamo le radici, ci paiono degli evidenti “fake”.

  5. Lara scrive:

    @Fabrizia: stiamo dicendo la stessa identica cosa!!! :D credo sia questo il modo corretto di confrontarsi ed è questo che intendo per regolamentazione o autoregolamentazione ed è sempre questo che mi spaventa e mi fa temere per il futuro. d’altra parte gli stessi scherzi e misunderstanding li faceva la televisione stessa autonomamente tanti anni fa (i primi episodi che mi vengono in mente ad esempio sono gli innumerevoli litigi del buon sgarbi nazionale fonte di equivoci e storie), ora si sta aggiungendo un livello aggiuntivo che è quello del web…non lo so direi che oggi come oggi possiamo solo sperare che anche le future generazioni riflettano sulla veridicità delle notizie così come facciamo noi, ma per oggi voglio essere fiduciosa!! :D
    Per entrare ancora di più nel vivo del post: ho visto il film stasera stessa.
    Sono piuttosto critica a riguardo: ottimo lavoro registico ed eccezionale la scelta del bianco e nero. Come sempre Haneek non mi ha deluso nella scelta delle inquadrature, nella violenza delle immagini emozionalmente realistiche, nella sua ineguagliabile capacità di creare suspence con una telecamera in attesa fuori da una stanza immersa nel silenzio totale nel quale echeggiano i rumori dei personaggi presenti. Ma…la storia…non so che dire, non mi ha soddisfatto per nulla!
    A parte un simpatico rimando al “villaggio del dannati” la crudeltà e la malvagità della cittadina non è stata controbilanciata da un finale forte come in altri casi. Per tutto il film ho pensato alle parole di Haneke riportate in questo post, fiduciosa, ma purtroppo il finale “aperto” del film questa volta mi ha lasciato di fronte alla prevedibilità annunciata sin dall’inizio dell’opera piuttosto che ad una riflessione utile… e solo lontanamente ho percepito lo stimolo all’analisi di un sistema educativo.Mi è parsa più una lucida descrizione di un epoca. Quale probabilmente voleva essere. Purtroppo per me la cosa che più amo di questo regista è la sua capacità di farmi ricevere un cazzotto nello stomaco che provoca un dolore epifanico al cervello….questa volta non è stato così. Peccato!

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