[ Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans ]
La storia – Terence McDonagh è un tenente drogato, invischiato in giri loschi, maniaco delle scommesse e non intenzionato a redimersi.
Serpenti, alligatori, iguane. In una parola: rettili. Esseri che riassumono le caratteristiche di un film che nuota verso il basso, striscia nella New Orleans del dopo uragano, mantiene il sangue freddo, va in letargo e si risveglia.
Con il remake di Bad Liutenant di Abel Ferrara, Werner Herzog compie uno straordinario rovesciamento che parte dal plot e arriva ai più banali messaggi di matrice cristiana che impregnavano il film del 1992. Il tenente di Ferrara era un cattivo redento, un poliziotto corrotto che scopriva la via del perdono. Al contrario, il film di Herzog si apre con un cerimoniale che rende l’uomo eroe attraverso il sacrificio, per poi cadere per tutto il resto della pellicola nell’oblio degli antidolorifici, delle droghe, delle scommesse, del disfacimento fisico e morale. Il tenente McDonagh tocca il fondo e, anziché cercare la via per risalire, inizia a scavare. I rettili, animali che nella simbologia cristiana incarnano il male, sono cercati da Cage nelle sue visioni da crack e nelle sue tappe ai locali di New Orleans. E nonostante tutto, nonostante la continua e incessante discesa verso l’Inferno, il cattivo tenente diventa eroe per la seconda volta. Intervento della Provvidenza? Macché, McDonagh resta corrotto mandando a farsi fottere qualunque tipo di morale, sia essa religiosa o laica. L’eroe di New Orleans (così come della New York post 11 settembre) è parte del quotidiano: non sorprende, dunque, che dietro qualche eroe si possa nascondere un ignobile pezzo di merda.
Questo è un commento “a caldo”. Questo è un commento “a caldo”. La visione – a cura di Federico Pedroni, Carlo Chatrian e Massimo Causo – è disponibile sul numero 56 di duellanti, in edicola da ottobre.
Lorenzo Mosna


quindi Lorenzo, se ho ben capito, ti collochi tra coloro ai quali il film è piaciuto… ma non mi pare ci sia un’opinione molto condivisa: altri (un po’ di meno forse) sono rimasti delusi.
per fortuna esce presto e anche chi non l’ha visto a venezia può schierarsi
Preferisco non collocarmi. Il film è un calcio nello stomaco. Sta a te incassare il colpo.