Il 3D invade Venezia e l’Europa

Pubblicato sotto "Redacted" il 3 settembre 2009
Una foto scattata durante la lavorazione di "Coraline e la Porta Magica"

Una foto scattata durante la lavorazione di "Coraline e la Porta Magica"

Il grande successo ai botteghini statunitensi di titoli 3D – tecnica di cui non abbiamo ancora scoperto tutte le incredibili potenzialità – e che presto invaderanno in modo massiccio anche l’Europa sta spingendo gli stessi registi del Vecchio Continente a tentare il grande passo.

E’ proprio la sezione Orizzonti della 66sima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – in corso in questi giorni – ad inaugurare il panorama europeo del 3D, a partire da due opere italiane, Daimon e Cock-Crow, di David Zamagni e Nadia Ranocchi. In ogni caso, la 3D-mania non sembra aver toccato solo l’Italia. Infatti numerosi sono i casi degli studi di animazione europei che stanno cominciando ad evolversi null’utilizzo di questa tecnologia: si pensi al caso degli Artefacto Studios spagnoli che produrrà prossimamente O apostolo, un drama in stop-motion 3D – la stessa tecnica utilizzata anche per Coraline e la Porta Magica di Henry Selick .

Tuttavia, seppur l’entusiasmo nei confronti del 3D sia incredibilmente alto, gli stessi filmmakers – a partire da quelli indipendenti – sono più realisti ed evidenziano un ostacolo insormontabile con cui bisogna rapportarsi: le limitate opportunità di distribuzione. Infatti, mentre negli Stati Uniti i cinema predisposti di sale 3D cominciano a crescere in modo vertiginoso, in Europa hanno difficoltà a prendere piede alla stessa velocità.

Rincuoranti, tuttavia, sembrano le premesse giunte dai network europei sul fronte 3D “casalingo”: infatti il broadcaster britannico Sky sta progettando di lanciare nel 2010 una piattaforma 3D, mentre altri network – inclusa la BBC – si stanno occupando di comprendere quale valore aggiunto potrebbe offrire l’implementazione di tale tecnica nella tv generalista.

Vedremo con il tempo se queste premesse si riveleranno positive o risulteranno la “solita promessa da marinaio”. Tuttavia la predisposizione e la volontà di artisti emergenti (e no) di cominciare a utilizzare questa tecnica anche da questa parte della Terra ci dà i giusti presupposti e le speranze che prima o poi riusciremo a fare (temibile) concorrenza al territorio stelle e strisce.

Fabrizia Malgieri

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