Al cinema con Uomini Schifosi
Pubblicato sotto "Redacted" il 9 settembre 2009“Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere. Lei rise a crepapelle, sperando di piacere. Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso. A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti. Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì.”
David Foster Wallace, Brevi interviste con uomini schifosi

La cover di "Brief Interviews" di D.F. Wallace
Ad un anno di distanza dalla morte di uno scrittore di culto ( mi si conceda questo appellativo piuttosto abusato), David Foster Wallace, morto suicida all’età di 46 anni, sono state diffuse le immagini del trailer del primo film tratto da uno dei suoi libri di maggior successo. Brief Interviews With Hideous Men, tradotto in Italia più o meno letteralmente come Brevi interviste con uomini schifosi (Einaudi, 2000) è una raccolta di racconti che offre uno spaccato a dir poco raggelante di (dis)umanità americana, il “vuoto spirituale nella interazione eterosessuale nell’America postmoderna”.
Gli uomini schifosi di cui parla Wallace, “sono iene che – vittime o carnefici – divorano ghignando il proprio fianco lacerato”. Personaggi a volte paradossali, come il depresso che riesce a spingere al suicidio la sua analista, o al limite del disgustoso, come l’uomo che sfrutta la sua invalidità per convincere le donne ad andare a letto con lui; ma ci sono anche immagini estremamente poetiche, come nel racconto Per sempre lassù, che condensa ciò che succede dentro e fuori la mente di un ragazzino che sta per tuffarsi in piscina.
Per trovare il collante fra un racconto e l’altro, John Krasinski, star di The Office, si inventa un’intervistatrice donna, la studentessa di antropologia interpretata da Julianne Nicholson, “che dopo una rottura amorosa lavorava a una tesi sul ruolo dell’uomo moderno nell’era post-femminista”. Espediente adottato, del resto, anche dalla compagnia teatrale marchigiana che nel 2008 realizza lo spettacolo Interviste con uomini schifosi.
Più accessibile dell’imponente Infinite Jest, Brevi interviste è anche uno dei libri più amati di Wallace. Lecito chiedersi come reagirà la nicchia di affezionati lettori di fronte al film. Pur avendo sempre ritratto piccoli e grandi orrori quotidiani della sua cultura di appartenenza, lo sguardo di Wallace è sempre stato lontano dal cinismo tout court: “L’ironia e il cinismo postmoderni sono ormai fini a se stessi, sono il parametro della sofisticatezza hip e dell’abilità letteraria. Pochi artisti osano parlare di altri modi di porsi per risolvere ciò che non va, perché temono di sembrare sentimentali e ingenui agli occhi degli ironisti stanchi di tutto”. Il fatto che Wallace si sia posto come obiettivo quello di cercare “altri modi di porsi” è forse una delle ragioni per cui riusciva a farsi amare veramente, a creare un legame empatico con i suoi lettori (questo, almeno, è quanto ha provato a spiegarmi uno di questi lettori).
Krasinski ha raccolto la sfida, e presentato il suo film al Sundance. Non resta che aspettare, e scoprire se e quando arriverà in Italia.
Chiara Grizzaffi
