I Pm al Corriere della Sera: Mafia finta in tv e al cinema

Pubblicato sotto "News" il 27 agosto 2009

“Perché il cinema e la televisione italiana raccontano solo certe storie di mafia e non altre? E ancora: siamo proprio sicuri che quei film e quelle fiction trasmettano allo spettatore un’immagine negativa della mafia o c’è il rischio che finiscano per esaltarne il fascino sinistro?”

Paolo Mereghetti, Corriere della Sera del 27/08/09, p. 49

Toni Servillo in "Il divo" di P. Sorrentino

Toni Servillo in "Il divo" di P. Sorrentino

È con questa critica al cinema e alla televisione che Il Corriere della Sera apre oggi la sua pagina degli spettacoli. Un lungo articolo – ripreso anche su Corriere.it, partendo dall’atto di accusa lanciato dalle pagine del prossimo numero di duellanti – in cui Paolo Mereghetti raccoglie gli interventi dei pm Ingroia, Marino e Scarpinato, delusi dall’impegno dei media nei confronti della lotta alla mafia. L’attacco è mosso soprattutto nei confronti della rappresentazione della mafia stessa che – come afferma Roberto Scarpinato – in realtà è «una storia fatta di delitti e stragi decise in interni borghesi da persone come noi, che hanno fatto le nostre stesse scuole, frequentano i nostri stessi salotti, pregano il nostro stesso Dio… ».

Uno dei problemi maggiori riscontrati da Antonio Ingroia è l’errore compiuto dagli stessi sceneggiatori, che tendono a rendere le “figure del male” accattivanti e affascinanti. E fa l’esempio della fiction Il Capo dei Capi (su Riina), che veicola «una certa idea dell’immutabilità e dell’eternità della mafia stessa, difficile da vincere in una terra incline al fatalismo come la Sicilia».

Tuttavia lo stesso Ingroia è costretto a riconoscere che comunque una parte di cinema si sia impegnato a restituire « la complessità e la ferocia dei comportamenti mafiosi senza cedere a indulgenze celebrative o facili ammiccamenti». Il merito va riconosciuto a due film recenti,  Gomorra e Il Divo che – secondo il pm – sono riusciti a cogliere questo intento. «Basta volerlo, assumersi qualche rischio e qualche responsabilità»”.

Al dibattito cinema-mafia il prossimo numero di duellanti – in edicola dal 2 settembre – dedica un importante speciale, nato da un incontro organizzato a Palermo lo scorso giugno.

Redazione

Un Commento a “I Pm al Corriere della Sera: Mafia finta in tv e al cinema”

  1. Clementine scrive:

    Interessante la citazione (contenuta nell’articolo del corriere) sui film di Rosi. a me è venuto subito in mente il suo film, Lucky Luciano. Lì è molto chiara la rapprentazione del passaggio cruciale del mafioso da “bandito”, con tutto l’immaginario romantico ad esso legato, a “criminale borghese”, lontano da questo fascino sinistro di cui si parla nell’articolo. Sembra quasi uno stanco pensionato qualunque. In ogni caso la differenza fra certa fiction tv e certo cinema l’aveva dimostrata anche la fiction su Mattei: delle ombre di un personaggio così rilevante nella storia italiana non era rimasto nulla.

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