[ Il calamaro e la balena ]

La storia – Bernard Berkman era destinato a un brillante futuro di scrittore, ma  ha dovuto ripiegare sull’insegnamento. Quando sua moglie Joan scopre di avere lei stessa un grande talento letterario, la coppia entra in crisi. A farne le spese saranno i figli.

Partita di tennis cinematografica che mette di fronte genitori e figli, fratelli maggiori e minori, professori e studenti, Il calamaro e la balena è senza dubbio una delle commedie americane più intelligenti dell’anno. Scritto e diretto da Noah Baumbach, amico fraterno di Wes Anderson (i due hanno scritto insieme il brillante Le avventure acquatiche di Steve Zissou), questo racconto autobiografico sfrutta in modo efficace tutte le convenzioni del genere senza precipitare nel banale. Da un certo punto di vista, Baumbach sembra voler rileggere Wonder Boys (Curtis Hanson, 2000): anche qui abbiamo un docente/scrittore in crisi creativa, ormoni in libertà, un matrimonio andato a ramengo. Ma per quanto gli ingredienti siano simili, il risultato finale vede Baumbach in netto vantaggio. Jeff Daniels è perfetto nella figura di Bernard, anche se si intuisce facilmente che il ruolo era stato appositamente scritto per Bill Murray – è intontito_sovrappeso_fuori luogo_grottesco_pomposo. Bernard, un ego grosso come una casupola, è frustrato perché: a) il mondo non apprezza il suo genio e b) sua moglie Joan riscuote più successo di lui in ambito letterario. Per enfatizzare la sua condizione si porta appresso una copia di La vittima, di Saul Bellow.
Il figlio Walt non è un nerd modello Napoleon Dynamite, ma la sua performance al festival della scuola – il nostro suona Hey You dei Pink Floyd, spacciandola per farina del suo sacco – è ugualmente esilarante, specie per i commenti dei genitori («Molto densa… Molto interessante»). Se in Wonder Boys James Leer era un genio undercover, qui la giovane promessa ricorre al plagio per strappare il plauso, con risultati catastrofici. Tale padre, tale figlio: Bernard e Walt sono entrambi opachi e mediocri, passivi_aggressivi per scelta. Non ne azzeccano una – es. per impressionare la compagna di scuola, Walt se ne esce con un commento geniale («Lo stile di Metamorfosi è indubbiamente kafkiano»), mentre il tentativo di seduzione della giovane Lili da parte di Bernard produce danni irreparabili. Walt idolatra il padre e considera la mamma Joan (la sempre spigolosa Laura Linney) responsabile per il collasso familiare – come impone lo stereotipo, la donna s’imbarca in una relazione con il maestro di tennis. Per esprimere il suo di­sappunto appende in stanza il poster di La maman et la putain di Jean Eustache, che riflette in modo vagamente speculare il titolo del film. Per converso, il più piccolo Frank si allinea con la figura materna. Alienato per via del divorzio dei sapiens, il pargolo passa il suo tempo a sniffare colla, a infilarsi noccioline nel naso e a masturbarsi ossessivamente (con tanto di omaggio a Louis Malle). Viene colto in flagrante mentre eiacula sui libri della biblioteca scolastica e rispedito a casa. Filosofie a confronto: l’idealismo inconsistente di Bernard vs. il realismo pragmatico di Joan. Alla fine tutti perdono qualcosa. Si ride e si sorride per ottantotto minuti filati, ma a ben vedere, il quadro generale è deprimente, crudele e opaco. L’esplosione di rabbia dopo un parcheggio problematico non è meno intensa e brutale di quella che apre Un giorno di ordinaria follia.
Come in I Tenenbaum (2001) dello stesso Anderson, anche qui il libro assurge al ruolo di protagonista: è simultaneamente oggetto di scherno e venerazione. Un bene prezioso da proteggere e da nascondere sotto i letti. Un oggetto da amare e odiare insieme.
Dopo due splendide prove (Kicking & Screaming – Scalciando e strillando, 1995 e Mr. Jealousy, 1998), a Baumbach riesce il trittico. Il calamaro e la balena è un racconto insieme emotivamente intenso e distaccato, una forma di auto-critica che ha effetti terapeutici sullo spettatore, e probabilmente anche sul regista.

Matteo Bittanti

Un Commento a “Il calamaro e la balena”

  1. [...] e approfondimento: Rassegna stampa / Gli Spietati / Duellanti [...]

Lascia un Commento

Recensione di Il calamaro e la balena « duellanti – mensile di cinema e…