Dedicato a chi è ancora capace di stupirsi
Pubblicato sotto "Crossroad" il 25 giugno 2009
Erano lì. Tra vecchi appunti degli anni dell’università. Le ho ritrovate per caso: alcune fotocopie ormai ingiallite, senza indicazioni del testo da cui erano state tratte. Le ho lette distrattamente, e sono sobbalzato. Di chi si parla in queste pagine di tanti e tanti anni fa? E chi può averle scritte? Ne riporto alcune righe, nella speranza che qualche lettore duellante mi possa aiutare a risalire alla fonte.
«Pirgopolinice il glorioso non fu capace di sublimazione dell’amore [...] ma solo di priapesca per quanto funesta vantardigia: questa fu la sua atonia o astenia etica, e la sua colpa prima, a parità con l’atonia dell’intelletto. Egli fu rattratto, nello stretto senso clinico della parola, e un essere incapace di sublimazione. Dacché non si può tenere per sublimazione l’enfasi scenica dell’istrione e del mimo, il basso e vituperoso tentativo del darla a bere, del darla a intendere e simili. In qualità di rattratto era cieco e sordo a un numero grandissimo di idee: morali: giuridiche, storiche, economiche, tecniche: gli bastava proferire alcune parole, perlopiù banali imparaticci, scolaticci di quinta lavatura, accattate e bevute a orecchio per là là: e la sua pseudoanima ne andava ecco ecco satisfatta o satolla, cioè subito orgogliosa o dittante. E i dimolti italioti di cui Modellone Torsolone incarnava come non altri la fatua scempiaggine e la livida malafede [...] a ogni nuova sparata entravano secolui in vibrazione armonica».
Mi viene un dubbio: e se fosse un testo profetico? Uno di quelli che fingendo di parlare del passato in realtà anticipano il futuro? Su un altro foglio si legge:
«Il folle narcissico è incapace di analisi psicologica, non arriva mai a conoscere gli altri: né i suoi, né i nemici, né gli alleati.
Perché? Perché la pietra del paragone critico, in lui, è esclusivamente una smodata autolubido. Tutto viene relato all’erezione perpetua e alla prurigine erubescente dell’Io-minchia, invaghito, affocato, affogato di sé medesimo».
Nella mia testa, un’immagine ha preso forma. Nitida, eretta, inconfondibile. Ma possibile che se ne parlasse con questa chiarezza già quaranta o cinquanta o sessant’anni fa? Che “lui” ci fosse già? Che fosse già tra noi? Aiutatemi, lettori: in che film abbiamo già visto colui di cui si parla nelle fotocopie che il caso, o il destino, mi hanno fatto ritrovare? Ammesso che fosse poi davvero solo dentro un film…
Gianni Canova
Sarà Eduardo Nottola?
Visto che la mia ragazza è arrivata prima di me alla soluzione (GADDA) le ragalo un abbonamento! La amo anche per questo…L’io-minchia è qualcosa di incredibilmente attuale e preoccupante (o no?). Qualcuno dovrà pur fermarlo…(o no?). Il prossimo Crossroad lo vorrei dedicato ha chi ha ancora qualche dubbio. Notte.
messaggio per Gianni Canova: ma hai visto Martyrs?…un film di tale enorme portata non è stato da te analizzato , come mai?…io credo sia un film imprescindibile,talmente disturbante da fare della sua visione un esperienza indimenticabile !! vorrei sapere cosa ne pensi…grazie Uno Storico Duellante